Tragico Natale di guerra 
Il periodo festivo invernale è in genere tutto dedicato alle luci, ai colori sgargianti, alla carta da pacchi, ai soldi da spendere, alle file di turisti, ai pranzi, alle risa, al rumore, almeno da noi, tanto fortunati da vivere sul caldo e morbido cuscino del cosiddetto “occidente”. Purtroppo questo Natale è irrimediabilmente segnato da altri colori, luci e rumori, ben più terrificanti dei nostri per chi ha la sensibilità di volerli vedere. È un Natale circondato di violenza a tal punto che il rosso predominante non è più quello che ha tinto l’originario verde di questa festa ma quello cupo e intenso del sangue versato. Dal bombardamento etiopico della guerra in Somalia, dove dopo la disfatta dei signori della guerra qualcuno tenta la rivincita spingendo qualcun altro contro le “Corti Islamiche”, ora in ritirata; poi la condanna a morte confermata per Saddam Hussein in appello; la morte di centinaia di persone in una Baghdad martoriata da una interminabile sequenza di attentati generati dalla guerra civile in cui Bush ha fatto precipitare l’Iraq, con più cadaveri tra i soldati statunitensi di quanti ne fece contare l’attentato alle torri del 2001; e le centinaia di vittime in Nigeria per l’esplosione di un oleodotto manomesso da qualche oppositore al selvaggio sfruttamento straniero del territorio, forse vicini ai rapitori dei tre italiani dipendenti di aziende petrolifere, anch’esse italiane.
Non migliora il clima cupo l’assurda decisione del Vaticano che nega i funerali in chiesa al povero Welby, da decenni torturato a causa dell’accanimento terapeutico approvato dai buonisti, per i quali è facile pontificare visto che la cosa non li riguarda personalmente. Vedere media invasi da faccioni sorridenti di gente allegra e spensierata, pur se comprensibile, ferisce ogni giorno di più chissà quanti: è questo il vero divario tra la povertà e l’opulenza, la vera ferita del mondo.
Ma se questo Natale non riesce a fare nulla di serio per la pace, oltre agli aspetti gradevoli legati al riposo delle ferie, a cosa serve? Buon Natale.


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