Oggi si è spento un maestro del giornalismo. Non posso dire di avere avuto sempre completezza di vedute con quanto scriveva e diceva ma ho sempre amato due cose di questo grande uomo e ineguagliabile cronista: l'onestà intellettuale e l'amore per la libertà.
La prima permea ogni momento che ricordo della sua carriera e della sua vita, come l'episodio che raccontava umilmente circa la mamma che lo riprese a scuola davanti a compagni e maestra per aver definito il padre "impiegato" invece che "operaio".
L'amore per la libertà lo ha visto lottare e vincere contro la prepotenza dell'odioso regime Bellakioma che ha tentato di zittirlo, senza peraltro riuscirci se non per un interminabile quanto brevissimo quinquennio, rendendolo di contro un simbolo di perseveranza e di fedeltà ad ideali di giustizia e coerenza intellettuale.
Grazie al maestro Enzo Biagi, ironico, popolare, pungente, umile, onesto, realista. Diceva della madre: "credo parlasse con Dio su un piano di assoluta parità".
Addio Enzo Biagi. W la libertà.
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