Manca poco più di un’ora al voto di fiducia al riesumando governo Prodi. Premetto l’ovvia considerazione: chi mi conosce sa che riavere Bellakioma mi costringerebbe a migrare altrove per lo schifo. Ma il disprezzo con cui Prodi ignora la voce di chi è contro le guerre di Bush è comunque parimenti disdicevole. L’unico aspetto poi di cui parla circa l’ambiente e la sua precaria condizione di salute è un pallido balbettio circa il “solare”. E le automobili? Vuole capirlo o no che non c’è modo di tornare all’età della pietra fermando il traffico e che dunque l’unica soluzione è adottare tecnologie ad emissioni zero (leggasi “idrogeno”)? Non è vera la motivazione di chi sostiene che per produrre idrogeno serve energia prodotta con combustibili fossili: è l’ennesima bugia di chi nella migliore delle ipotesi è male informato; nella peggiore in malafede. Questi due punti (servilismo nei confronti di bush il criminale e politiche ambientali) sono le cose che mi allontanano mille miglia dal governo Prodi. Insomma il mio dramma è che non posso causare il ritorno del catastrofico, disastroso psiconano ma nemmeno sostenere chi tradisce la sua stessa base, anche riconoscendo che l’economia riprende. Ma a che giova se poi diventiamo obiettivo strategico di quanti da bush vengono attaccati con partenza dall'italico stivale? E perché con le mie tasse, peraltro obbligatorie, devono costringermi a finanziare la guerra?
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( 3 / 148 )Riassumiamo; ho atteso tanti di quegli anni da non ricordare più quanti per vedere la fine del “fattore K”, il patto neanche tanto segreto per evitare governi di sinistra. Ho sopportato inerme pentapartiti, convergenze parallele, socialisti mangia tutto, piattaforme, partecipazioni attive, aperture a corrente, Cicciolina parlamentare, terrorismo, rapimento Moro, Ior, morti per caffè avvelenati in carcere, mani pulite, mafiosi graziati per prescrizione dell’essere mafiosi, impossibili ponti sullo stretto, ministri appaltatori ad aziende proprie, leggi ad personam, mezzo parlamento con fedina penale sporca, doppiogiochisti Cia al Sismi, giornalisti corrotti, mafia dell’informazione, degrado morale da tetteculismo televisivo, cialtroni spioni, truffatori di migliaia di famiglie impuniti, sicilie avvelenate d’arsenico, sardegne inquinate con sommergibili nucleari, legislatori corrotti e corruttori, guerre di pace, morti ammazzati da guerre di pace.
Tutto questo in attesa del giorno in cui la sinistra, fiero baluardo di una diversità così ostinatamente difesa, auspicata e sostenuta avrebbe posto fine a tutto ciò, combattendo le discriminazioni di classe, difendendo l’equità fiscale e quella sociale, lottando per difendere la Costituzione e l’articolo 11 in particolare, con il quale l’Italia ripudia la guerra e interrompendo la logica del paese in mano ai furbi potenti.
E mi ritrovo con un Romano ducetto che per non cedere l’Italia al catastrofico Psiconano borioso si propone giudice unico, raccattando Mastella in cambio dei Dico, Follini col miraggio del grande centro, De Gregorio che è uno del quale, come la storia recente ha ben dimostrato, ci si può di sicuro fidare. Un Romano ducetto che impone i dodici comandamenti (dodici?? ..sarà l’inflazione..) a Bertinotti e Diliberto, intimandogli di non rompere troppo i coglioni, pena il mandarli a casa assieme a tutti i filistei, concetto immediatamente assimilato e fatto proprio dagli irreprensibili esponenti della “sinistra radicale”. Quando si dice credere nei propri ideali.
Si resta in Afghanistan, si raddoppia Vicenza, si fa la Tav anche se ci passeranno sopra solo 12 treni spuzzolosi, cioè tanti quanti ce ne passano oggi, si riscrive il programma di una legislatura in una notte, tra pizza, rutti programmatici e supplì.
Non sono tanto sdegnato dal ritorno della democrazia cristiana, che in realtà non è mai sparita ma solo diluita in partitini e partitelli. No, non è questo che mi disgusta, la dc è figlia della nostra storia, diretta conseguenza del piano Marshall (vedi voti di Andreotti e di Cossiga).
Il tremendo senso di frustrazione che provo è descrivibile solo con un’espressione: tradito dagli amici in cui credevi. Non c’è niente di peggio al mondo. Abbiamo assistito non ad un comune guado rischioso di una legislatura pericolante ma alla fine della sinistra. La sinistra è morta, uccisa alle spalle da chi si vanta di rappresentarla. Poltrone in cambio di ideali. Questo mi disgusta, alla faccia della diversità.
Sarà l’eccitazione del momento, sarà che la ferita brucia come non mai, acuita all’ennesima potenza perché provocata da fuoco amico; fatto sta che ora non riesco a dire altro: provo vergogna.
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( 3 / 127 )Dunque nella notte il governo appena caduto ha riunito i suoi vertici ed ha stabilito un mini-programma in dodici punti per riesumarsi, tra i quali: si approva la tav; si prosegue in Afghanistan; si approva la nuova base di Vicenza; riforma delle pensioni. Prodi cede al ricatto dei vescovi (tutta la Cei più uno: Mastella) eliminando dall’affrettato programma i “Dico”.
Anche se gli altri punti appaiono sensati non posso definirli “di sinistra” ma almeno “non di destra”. Praticamente si afferma con decisione il proprio status di servi di Bush. Pensate uno che ha un blog come il mio quanto può essere felice.
Su tutti i “dodici comandamenti” però aleggia un dictat: in caso di incertezze o opinioni discordanti decide il premier e parla in pubblico il suo portavoce.
Mi par di scorgere qualche piccola divergenza rispetto a ciò per cui ho votato. E affiora un dubbio: se bastava una notte per scrivere un programma di governo, perché quella buffonata del tomo di 281 pagine? Siamo sicuri che non sia meglio rivotare? Ah, già: ma chi, se anche la sinistra cosiddetta “radicale” si inchina per la poltrona?
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( 3.1 / 124 )A tutti quelli che sarebbero disposti a volere Prodi a qualunque costo per evitare qualcun altro, tappando la bocca a chi di sinistra lo è veramente, ecco cosa il governo Prodi ha permesso e ha promosso. E' questo che volete per voi e per i vostri figli? Se volete saperne di più clickate sul link "riferimento" qui sotto e poi vediamo se avrete ancora il coraggio di dire che, tutto sommato, la base di Vicenza... e che sarà mai...
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( 3 / 137 )La goccia che fa traboccare il vaso è il fondo di Ezio Mauro di oggi su Repubblica di cui è direttore. L’ennesima voce per la quale la “sinistra radicale” ha consegnato il Paese alle destre.
1)esistono sinistra , centro e destra; Mussolini, Casini o Diliberto. Gli altri sono assimilabili ai vari “correntoni” democristiani di antica memoria; una sorta di “intorno sinistro” ed “intorno destro” di Casini. Rutelli me lo chiama uomo di sinistra? Follini me lo chiama uomo di destra? Scelga lui dove stare, ma una volta tanto con l’onestà del coraggio.
2)Se non a causa della politica estera questo governo dalla incompatibile coalizione sarebbe caduto sui Dico, come Mastella ha sempre dichiarato e continua a dichiarare in queste ore. Da Televideo Rai, 22 febbraio 2007, ore 16.30: “Mastella: via i Dico da agenda governo”.
3)Con i voti di Turigliatto (Prc) o Rossi (indipendente, ex Pdci) si sarebbe raggiunta la parità che al Senato equivale a bocciatura. Il governo Prodi non cade per loro.
4)Il governo è caduto grazie a TRE voti, così raggruppabili: Andreotti (leggasi: Usa) carrozzato Pininfarina (leggasi: industriali, finanzieri, o forse gentiluomini alla Tanzi e compagnia cantando) col supporto del voltagabbana De Gregorio (leggasi: Vaticano), eletto a sinistra (o quasi: Idv) ma uomo di destra, la più clericale, in senso deteriore.
Della buona parte di elettori stufi di governi di guerra servi di Bush non importa a nessuno dei filodemocristiani che, mascherati da centrodestra o da centrosinistra, in queste ore se la prendono con la sinistra, l’unica davvero coerente ai propri ideali antiguerraperilpetrolio. Prodi doveva ritirarsi dall’Afghanistan e doveva impedire Vicenza, come da programma.
Se Prodi avesse mantenuto fede al programma avrebbe rivisto le “servitù militari”, non le avrebbe espanse. Non si sarebbe prostrato a Bush e al suo braccio armato, la Nato (vedi Afghanistan e Vicenza), soprattutto ora che addirittura gli inglesi si ritirano dall’Iraq prendendo le distanze dal perfido Bush, insieme a danesi e lituani.
Altro che sinistra “radicale”: quella è Sinistra; piuttosto il guaio è stata l’impossibile logica “Falce e Mastella”. Prodi ha carpito i voti degli elettori di sinistra servendogli truffaldinamente in cambio una sorta di DC guerrafondaia e salva corrutto-mafiosi (vedi indulto). Ecco il guaio, quello vero: il tradimento della base di sinistra.
Su una cosa sono d’accordo con il quotidiano la Repubblica: il governo è durato 281 giorni; il programma dell’Unione constava di 281 pagine. Alle volte, quando si dice il caso…
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