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( 3 / 331 )Ci risiamo. Rispuntano minacce di morte a esponenti di sinistra; stavolta torna nel mirino l'Onorevole Diliberto, Segretario dei Comunisti Italiani. La carica violenta che è stata innescata lungo tutta questa campagna elettorale non accenna a scemare. Un rapido accenno al passato, in particolare al disgraziatissimo ventennio, quando gli avversari si minacciavano, si esiliavano o si eliminavano fisicamente (spesso proprio in quest'ordine); ogni dittatura è stata, è e sempre sarà l'antitesi del confronto d'idee. E nel frattempo la Capitale si tappezza di manifesti inquietanti, con ridicole immagini di desuete, tristi figure in camicia nera e manganello, a bordo di improbabili camionette simil-militari. E' così anche in altre città? Cosa ancora dobbiamo sopportare nei prossimi giorni?
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( 3 / 336 )Questo è il posto dove discutono (civilmente, vi raccomando!) quelli che, come chi scrive, temono per la democrazia, che reputano in serio pericolo. Molti sono i segnali, più o meno preoccupanti, per i quali credo sia giusto stare bene attenti. Io sono un obiettore di coscienza, dunque l’unica cosa che proprio non concepisco è la violenza, in ogni sua forma. Secondo il mio punto di vista, l’operato del governo del signor Berlusconi (mi pare giusto chiamarlo così: lui fa lo stesso con Romano Prodi) è stato un attacco violento ed arrogante al bene dello Stato, ovvero a tutti i cittadini italiani ed è per questo che proprio non posso neanche lontanamente sopportarlo. Anzi è per questo che devo fare qualcosa per oppormi alla fine della Democrazia in questo Paese, che ricordo a chi lo avesse dimenticato, è una Repubblica, Una e Antifascista.
Provo ad elencare gli obiettivi attaccati da questo governetto dei poteri potenti, in modo da avere elementi sui quali discutere.
Per prima cosa la libertà d’espressione, alla quale sono stati inferti colpi durissimi: dai destini di chiunque abbia osato esporre opinioni divergenti dal re (i nomi più noti senza dubbio Santoro, Biagi e Luttazzi, ma voglio qui ricordare Sabina Guzzanti e suo fratello Corrado, senza dimenticare Oliviero Beha e una schiera di tante altre vittime della censura di questo regime), alle censure dei vari telegiornali, ai quali viene detto cosa dire e cosa (soprattutto) non dire, con un occhio particolare a come dirlo, come ultimamente accaduto al TG1 a proposito dell’episodio incredibile di Vicenza (Confindustria). Non sono chiacchiere: sono sotto gli occhi di tutti gli scioperi dei giornalisti che stanno protestando anche per il diritto di poter dire cosa è successo, possibilità francamente in pericolo se il giornalismo viene trasformato in un’altra grave forma di precariato, con nessuna forza.
La seconda forma di violenza è senz’altro la catastrofica, altissima frequenza con la quale si è fatto ricorso alla fiducia. Col precedente schema elettorale la composizione del Parlamento era tale che la maggioranza ha potuto stravolgere le leggi di questo Stato a suo piacimento, ignorando che il Paese ha dimostrato con tutte le precedenti elezioni un orientamento completamente opposto. Il governo del signor Berlusconi ha mostrato un’enorme arroganza. L’istituto del porre la fiducia in Parlamento, pur legittimo, è stato utilizzato con violenza, per far approvare leggi utili per se stesso e per i suoi amichetti del quartierino. Lo stesso signor Berlusconi ha usufruito di un condono particolare, che gli ha permesso di evitare un pesante processo pagando una sorta di autoammenda di poche migliaia di euro. Praticamente un insulto violento a tutti quei cittadini lavoratori dipendenti che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo. Bell’esempio davvero.
Ancora violenza, quella con la quale, con lo stesso perverso meccanismo, si è tentato di stravolgere la Costituzione di questa Repubblica (Una e Antifascista, non dimentichiamolo!) per pagare il conto alla Lega, con quell’abominio di devolution, in grado di condensare aumento dei costi di gestione dello Stato (moltiplicazione delle spese per le amministrazioni locali indipendenti) e profonde ingiustizie (polizia, sanità, servizi diversi da Regione a Regione), in base alle quali non è più garantito che ciascun cittadino abbia gli stessi diritti, dato che questi variano localmente.
Un’altra violenza: quella operata a proprio vantaggio contro la Rai. Mediaset era un’azienda in crisi al momento della “discesa in campo” del signor Berlusconi, mentre ora la gestione del potere gli ha consentito di incrementare il patrimonio personale (e della sua famiglia) di molti milioni di euro. Un vero e proprio insulto a tutti quei cittadini ridotti alla fame, ai quali non smette di aumentare la pressione fiscale.
Anche le menzogne sono una forma di violenza e molto grave se a imporla è una delle più alte cariche dello Stato. Far credere di aver ridotto le tasse per aver ridotto di poche decine di euro gli imponibili IRPEF e aver rialzato bolli e imposte locali è una indegna forma demagogica. Come far credere che l’Unione abbia in programma di tassare i BoT, mentre chiaramente è stato dichiarato dal leader dell’Opposizione che ad essere tassate saranno le grandi rendite finanziarie. Altra violenza, quella delle bugie indifendibili. Ad esempio circa l’immagine secondo lui migliorata del nostro Paese all’estero: grazie al signor Berlusconi, il rispetto che avevamo all’estero si è dissolto in una nuvola di ridicolaggine e disprezzo delle cariche dello Stato e degli altri Stati europei (Martin Schulz docet). Anche le balle circa i possibili attentati minacciati sono niente altro che violenta strategia della tensione: si tenta di spaventare la gente, proprio come fece Bush con gli americani, in modo da convincere della necessità di un potere dal pugno forte. Sarà per questo che si è alleato con tutti quegli impresentabili gruppi e gruppetti neofascisti. Forse il signor Berlusconi non ha letto la Costituzione, quella che ci descrive come una Repubblica Una e ANTIFASCISTA. Non mi stanco di ripeterlo.
Per non parlare della violenza morale subita da centinaia di immigrati che dopo essersi recati alle Poste per aver ricevuto una lettera un cui si diceva che la nascita del proprio figlio, indicato esplicitamente per nome, dava diritto al famoso “bonus bebé”, si sono visti negare quei soldi indebitamente promessi.
Secondo me è una forma di violenza bella e buona aver speso diverse decine di milioni di NOSTRI euro per confezionare e spedire a 11 milioni d’italiani inermi la ridicola pubblicazione che vorrebbe rallegrarci con faccioni sorridenti e celebrazioni di inesistenti miglioramenti economici.
I violenti attacchi alla Magistratura, un potere dello stesso Stato, la dice lunga sulla virulenza violenta di questo violento regime.
In compenso il signor Berlusconi si è mangiato l’avanzo primario dello Stato che ha trovato al suo arrivo, cioè la riserva di cassa che dice quanto è efficace una politica economica. Ridotto a zero. Ovviamente la incredibile villa sarda del signor Berlusconi, quella costruita facendosi beffe della tutela ambientale con la ridicola scusa della sicurezza nazionale, è ben piazzata sul migliore tratto di quella meravigliosa costa.
Qualunque cittadino onesto deve preoccuparsi per questo che indiscutibilmente è un regime, altro che democrazia!
È un governo prepotente ed arrogante, che all’ombra dei faccioni sorridenti fa ricorso allo spionaggio politico, pratica peraltro in auge durante la precedente dittatura fascista del ventennio, col quale si tappa la bocca agli oppositori riducendoli al silenzio. In galera non sono finite solo 16 mele marce qualunque, ma anche pubblici ufficiali corrotti. Aver affidato i servizi di sicurezza interni (servizi segreti civili) a società private ha posto le condizioni per averne il controllo assoluto, ai comandi di chi paga e non più dello Stato. Incredibile!
Termino con l’ultima, inquietante vicenda al centro dei riflettori proprio in questi giorni: la brutta storia del voto elettronico; quella che doveva essere una “sperimentazione” coinvolgerà 11 milioni di elettori, centinaio più, centinaio meno. I loro voti saranno conteggiati sia manualmente contando le schede che elettronicamente, tramite un software gestito da un gruppo di agenzie che hanno ricevuto il cortese appalto senza gara (!) ma con una trattativa privata. Due sono i punti secondo me osceni; il primo è che nonostante lo spoglio manuale, i dati verranno trasmessi solo elettronicamente e – udite udite – tramite “pennette USB”, processo circa il quale non vi è alcuna garanzia pubblica circa il fatto che durante il tragitto i dati non possano essere modificati; l’altra è che l’azienda che gestisce il tutto, americana ovviamente, la stessa responsabile delle discutibili operazioni mai chiarite in Florida alle ultime elezioni statunitensi, che tra parentesi vede tra i soci il figlio dell’attuale ministro dell’Interno! Senza contare che gli oltre 18.000 addetti ai seggi sono stati nominati e non estratti a sorte. Forza Italia si è vantata di “averne messo uno in ogni seggio”. Italiani, stiamo attenti: questo è un film che la nostra storia ha già visto, con conseguenze tragiche, di dominazione, dittatura e fine della libertà e solo poco meno di un secolo fa!
Un’ultima considerazione: che il signor Berlusconi sia amico di Bush e Putin non migliora certo la situazione, ammesso che sia poi vero, almeno per quanto riguarda le sicurezze democratiche italiane.
Da quando il signor Berlusconi è al potere è sicuramente molto più ricco di prima e non solo perchè possiede decine di testate, tre reti proprie ed altre due che controlla in quanto premier; e noi? Non credo noi si possa dire altrettanto!
Ecco la conclusione: secondo me la nostra Democrazia o quello che ancora ne rimane è palesemente, SERIAMENTE in pericolo. Che ne pensate, gente?
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