Cronache italiche piene zeppe di cornuti 

A cominciare da quelli che fanno discariche illegali, che generano rifiuti nelle strade, che i disperati incendiano, spargendo diossina nei campi dei cornuti che brucano l’erba, che mangiano diossina ricedendola nel latte, col quale si fanno ottime mozzarelle, che l’Asia blocca alle frontiere e la camorra ingrassò.. alla fiera dell’Est, per 2 soldi…

Ma l’elenco degli esseri cornuti che riempiono le cronache di questi giorni avvelenati non si ferma alle bufale vive, ci sono anche quelle elettorali. Bellakioma annuncia frotte di coraggiosi investitori italici organizzati in cordate, tutti pronti a salvare l’Alitalia, figlioli inclusi a garanzia; il giorno dopo dichiara: “..i miei figli? Mai detto nulla del genere! La cordata però c’è e a giorni farò i nomi”. Di giorni ne passano due e i nomi fatti (Intesa Sanpaolo, Benetton, Eni, Ligresti, Mediobanca), uno dopo l’altro, smentiscono e si defilano.
Nel frattempo le azioni della compagnia di bandiera mai più sbandierata di così hanno una strana impennata, per due giorni il titolo viene ripetutamente sospeso per eccesso di rialzo, con guadagni dell’ordine del 35-40% in due giorni; allora lo psiconano dice di non aver mai garantito cordate ma solo riportato voci di altri imprenditori e il titolo viene nuovamente sospeso, questa volta per eccesso di ribasso: -37% in un sol giorno. Chissà chi ha prima comprato sulla soglia del fallimento e poi rivenduto nei due giorni del rialzo… Consob, se ci sei batti un cavolo di colpo!

Ma l’elenco degli esseri cornuti non si ferma qui: qualcuno aveva mica promesso di cancellare l’obbrobrio della Gasparri, che Europa 7, dopo aver ottenuto giustizia dalla Corte Europea ancora viene umiliata dai nostri politicanti da strapazzo? Non è che il cosiddetto “centrosinistra” aveva promesso di “rivedere tutte le servitù militari”? Non è che qualcuno aveva promesso di risolvere l’indegna ingiustizia del conflitto d’interessi? E con chi ci ritroviamo ora? Ma certo, col nano cafone che dichiara “appena saremo al governo cancelleremo immediatamente questa indegna Par Condicio…”, confermando la propensione consolidata a farsi leggi a proprio vantaggio personale che tanti danni hanno arrecato a questo martoriato Paese. Ma chi non l’ha fermato è corresponsabile ed altrettanto colpevole, anzi di più perché aveva promesso nel suo programma elettorale di farlo!

Fine dell’elenco dei cornuti? Macché: oggi gli americani hanno aggiudicato l’appalto per la costruzione della nuova base di Vicenza, la seconda Dal Molin, per 245 milioni di euro. L’appalto se l’è aggiudicato una cordata (ritornano sté cordate…) di cooperative dette “rosse”, la CMC e la CCC di Ravenna. Grazie a Prodi e a Veltroni.

L’Italia pare essere un Paese di grandissimi cornuti, con o senza diossina.

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Distante 

Freddo. Una Pasqua fredda, anzi mai così fredda. Certo il clima, ma io parlo d’altro. Questo papa è freddo, lontano dalla gente e dalla realtà. Neanche una parola sul Tibet: forse è troppo preso dalla campagna elettorale.
Ho iniziato a soffrire maggiormente questa fredda distanza da anni ma l’accelerazione che questo papa ha inferto al processo di restaurazione del peggiore conservatorismo è spudorata, senza vergogna né precedenti.
Ha iniziato facendo il teologo perfettino invece che il papa, l’inquisitore invece che l’ecumenico, sfornando gratuitamente (cioè non sollecitato) frasi offensive su tutti, musulmani inclusi, provocando violente reazioni (sicuramente eccessive), con tanto di morti ammazzati in Libia. Si è messo a fare spudoratamente campagna elettorale, rispolverando le più bieche tecniche di propaganda dai pulpiti, diramando palesemente istruzioni perché i cattolici votino per i cattolici invece di parlare di valori, di fede e di contenuti.
Non è un papa, è un politico.
Sotto il suo mandato sono rispuntate le peggiori nefandezze del clero (pedofili su tutti, che siano maledetti), come quell’insensibile parroco del nord-est che ha divulgato listini per funerali, più o meno accessoriati in funzione di quanto si è disposti a pagare. Vomitevole ed indegna creazione di cadaveri con diritti di serie A ed altri di serie B.
Ha reintrodotto il rito preconciliare sputando su decenni di evoluzione e il suo dare le spalle alla gente è diventato la stigmatizzazione della freddezza di questo suo mandato. Ha esaltato Pio IX, grande santo secondo lui; peccato fosse quello che ha riaperto il ghetto a Roma, il recinto per gli ebrei, che ovviamente hanno protestato accusando il colpo a muso duro; forse l’avrà fatto perché lo stesso Pio IX è quello che ha introdotto il dogma (assurdo) dell’infallibilità del papa quando parla “ex catedra”. Sarà ma quando parla questo papa la prima reazione è indignarsi per qualcosa.
Si è rifiutato di ricevere il Dalai Lama nella sua visita in Italia, figura che continua a ignorare anche ora, con centinaia di morti per le strade del Tibet. Non ne ha parlato neanche ieri alla Via Crucis, la prima che ricordo che si è svolta sotto una forte pioggia ventosa, tanto da spegnere le candele della grande croce (sarà mica un segno?!?).
Mentre le diverse migliaia di fedeli partecipavano al rito concentrati e presi dalla solennità del momento pur sotto i tremendi scrosci di pioggia e le forti raffiche di vento, lui era significativamente distante, comodamente impettito sotto un comodo gazebo sopraelevato, al riparo, sempre più distante. Sembrava di legno.
Mai così freddo, mai così distante.


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Putin ne fa ammazzare altri due 


unita.it: L'elenco dei giornalisti uccisi in Russia dal 2002 ad oggi
(da Reporters sans frontieres):
26 September 2002 - Roderick John Scott, Free lance
2 April 2002 - Serge Kalinovski, Moskovski Komsomolets
29 April 2002 - Valery Ivanov, Toliatinskoie oborosrenie / Lada TV
8 March 2002 - Natalia Skryl, Nashe Vremia
9 July 2004 - Paul Khlebnikov, Forbes
9 May 2004 - Adlan Khassanov, Reuters
21 May 2005 - Pavel Makeev, Puls d’Azov
28 June 2005 - Magomedzagid Varisov, Novoe delo
26 July 2006 - Yevgeny Gerasimenko, Saratovski Rasklad weekly
7 October 2006 - Anna Politkovskaya, Novaya Gazeta
26 February 2006 - Ilia Zimine, Correspondent of the chain of television NTV

Per quanto riguarda gli ultimi due che Putin ha fatto ammazzare ecco la notizia dal sito de l'Unità:

Russia, assassinati due giornalisti della tv
«Io un dissidente! Ma che assurdità!». Ilya Shurpaev lo aveva scritto sul suo blog poche ore prima di morire. La risposta alle accuse di un quotidiano della sua terra d’origine, il Daghestan, piccola repubblica caucasica a nord della Cecenia. «Non ho mai fatto politica in Daghestan, neanche a livello di piccoli enti locali, perché sono troppo pigro e non ho mai tempo». È stato il suo ultimo post. Shurpaev, brillante giornalista 33enne, inviato del primo canale televisivo per il Caucaso russo, è stato assassinato giovedì sera nella sua casa di Mosca, data alle fiamme dagli assassini. Il cadavere era nella camera da letto, con ferite da taglio e una cintura attorno al collo.
Ma poco dopo Shurpaev è stato ucciso un altro giornalista. Ed anche il secondo omicidio rimanda al Daghestan: Gaji Abashilov era infatti il responsabile della Tv di Stato nella piccola repubblica caucasica. È stato freddato a colpi di pistola in un agguato nel centro della capitale, Mackhatchkala. In passato era stato anche viceministro dell’informazione.


I nostri bassi governanti da strapazzo, di destra e di sinistra, continueranno a chiudere entrambi gli occhi, in nome degli affari macchiati di torbido che l'Eni deve fare con Gazprom. Amen.

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Boicottiamo le olimpiadi della vergogna 

Ansa: Sarebbero invece almeno cento i morti a Lhasa secondo informazioni non confermate provenienti dal governo tibetano in esilio a Dharamsala, nel nord dell'India. Il governo in esilio a Dharamsala ha chiesto in un comunicato l'apertura di una inchiesta da parte dell'ONU con l'invio immediato di rappresentanti a Lhasa che intervengano a porre fine alle numerose violenze cinesi che rappresentano violazioni continue dei diritti umani. Il Primo Ministro del governo tibetano in esilio, Samdhong Rinpoché ha poi affermato di "sperare che la Cina, che ha messo fine nel passato al movimento democratico di piazza Tiananmen, agisca in questa situazione con compassione e saggezza".

E noi andiamo a celebrare la fratellanza dei popoli con la più significativa e ufficiale delle manifestazioni di pace, quella dei cinque cerchi olimpici che rappresentano i cinque continenti in casa di questa feccia disumana?

Queste olimpiadi vanno boicottate dalla gente onesta. Se i nostri governi servi unti dell'economia machiavellica del fine che giustifica i mezzi si umilieranno di nuovo tappandosi gli occhi, per prostituirsi agli insulti della bassa dittatura cinese all'umana decenza, io almeno le boicotterò nel mio piccolo: le ignorerò.

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Ricominciamo con le figure escrementizie berlusconiane 

Mr. Junker, leader PPE

Le conseguenze dell'insano demenziale agire del potente ducetto brianzolo sono sempre le stesse: screditare il Paese facendo credere all'estero che gli italiani sono tutti come lui, una macchietta che cammina (citazione); stavolta dopo le sparate di candidare il fascista Ciarrapico e l'ultimo acquisto, Esteban Juan Caselli detto "Chaco", un affarista ammanicato con la dittatura argentina del passato, s'è addirittura riunito il PPE (Partito Popolare Europeo) che ha pensato bene di ribadire che con certa feccia non vuole avere nulla a che fare:

(ANSA)- BRUXELLES, 13 MAR - 'Io posso solo dire che non c'e' posto per i fascisti nel Ppe'. Cosi' il presidente dell'Eurogruppo Junker, su Ciarrapico candidato Pdl. Junker e' stato avvicinato dai giornalisti italiani a margine del vertice del Ppe in corso a Bruxelles. Anche il presidente del Parlamento europeo, Poettering, 'non vuole interferire nel dibattito di politica interna in Italia'. 'In ogni caso -dice- sono contro ogni forma di estremismo, sono un centrista'.

Ricominciamo con le solite figure di merda. E non è che da noi si comporti meglio.

Che si sia permesso di consigliare a una precaria al tg2 di risolvere la sua situazione sposando un riccone come il figlio del duce di Agrate è una roba di così cattivo gusto e così immorale che non merita nemmeno d'essere considerata.
Solo una personale osservazione: il precariato da noi deriva dalla legge 30, che invece di trasportare le preesistenti forme di collaborazione a tempo e poi a progetto verso le assunzioni a tempo indeterminato le ha rese ordinarie; legge varata proprio dal suo governo.
Quella ragazza, come altri svariati milioni di giovani italiani, precaria c'è diventata grazie a lui.

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