Nigergate, la prova del coinvolgimento italiano 
Brutta storia questa. Provo a riassumerla in estrema sintesi e contemporaneamente a darne una mia lettura. Gli statunitensi sposano la terrificante dottrina della ‘guerra preventiva’, in base alla quale decidono di bombardare ed invadere qualunque Paese gli impedisca di realizzare gli scopi prefissi. Bush decide di voler attaccare l’Iraq. Ma ha bisogno di una valida scusa per mitigare la fortissima opposizione dell’opinione pubblica. Allora chiede al caro alleato italico di confezionargliene una sufficientemente credibile. Una dipendente italiana dell’ambasciata nigeriana (in realtà una nostra agente) procura carta intestata e falsi timbri, che qualcuno usa per realizzare un falso dossier che attesterebbe l’acquisto di ‘yellowcake’ (uranio grezzo, materia prima per bombe atomiche) da parte di Saddam Hussein in Nigeria. Tutte balle ovviamente, ma quel documento viene fatto girare da un ex spione italiano (il generale Rocco Martino), che comincia a diffonderlo ai servizi segreti francesi ed inglesi. Quelle carte arrivano poi (ma sarebbe meglio dire “tornano”) sui tavoli della CIA e di Bush. Oggi si sa che la CIA si accorse dei falsi, ma Bush non diede retta ai suoi 007 e citò quei clamorosi falsi come prove dell’esistenza delle inesistenti armi di distruzione di massa. Insomma, se ho ragione, il governo italiano ha manovrati i propri servizi segreti per compiacere l’imperatore Bush. Questo spiegherebbe perché francesi e tedeschi si opposero alla guerra: avevano ben capito che le cosiddette “prove” contro Saddam in realtà erano clamorosi falsi. L’ennesimo colpo mortale alla nostra democrazia da parte del governo Berlusconi, servo di Bush.

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Festa della Liberazione 
Non ho intenzione di esprimere concetti pesanti o particolarmente elaborati. Preferisco dire ciò che penso della ricorrenza odierna semplicemente, riportando il testo di un sms che oggi ho inviato ad un mio cugino, disgraziatamente tra le fila della destra più estrema. Volevo solo fargli sapere che forse nostro nonno, a suo tempo al confino per aver rifiutato l’iscrizione al partito fascista, forse oggi, al solo pensare alla militanza neofascista del nipote si sta rivoltando nella tomba. Gli ho scritto quanto segue: “25 aprile, festa della Liberazione dall’ottuso e violento regime nazifascista, che ammazzava chi dissentiva (Matteotti) o esiliava chi si permetteva di usare il cervello invece di farsi pecora (nostro nonno). Tanti auguri anche a chi la pensa come te, libero di farlo grazie allo stesso 25 aprile. Auguri”. La libertà è un valore inalienabile.

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Non si rassegnano all’evidenza 
Che Berlusca e compagni proprio non vogliano rassegnarsi al verdetto democratico che gli italiani hanno espresso, beh, ce l’aspettavamo. Anzi, molti a sinistra si aspettavano e si aspettano qualche altro colpo basso, un qualche scenografico falso messo in scena per contestare il voto. Non sono il solo ad aver immediatamente collegato questi timori con l’episodio del Tuscolano a Roma, dove alcune schede elettorali sono state gettate tra i rifiuti. Non ci riuscirà a truffare ancora gli italiani. Quelle schede erano state già correttamente censite, proprio con quel voto elettronico tanto sbandierato dalla destra. Ormai, dopo lo spionaggio politico contro Mussolini e Marrazzo, niente può più stupirci: la privatizzazione di alcune parti del classico intelligence ci ha abituato a questi squallidi giochetti da improvvisati esperti di nascondino e tana libera tutti. Invece di continuare a seminare zizzania, è ora di mettersi a lavoro per ridare al nostro Paese la dignità perduta. Basta con i fenomeni da baraccone delle televendita. Abbiamo bisogno di governanti seri e politici efficienti.

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Alcuni tra l’estrema destra non amano Fini 
A che mi riferisco? A dichiarazioni carpite al bar tra sinistri personaggi tatuati dappertutto. Molti tra loro dichiarano apertamente che Fini sarebbe “un traditore della Patria”, perché alleandosi a Bossi ha consentito che una legge scandalosa come la “devolution” arrivasse così avanti. Il famoso slogan “Dio, Patria e Famiglia” perderebbe così a loro dire uno dei principali cardini. Bah. Ci sarà del vero? Non sembrerebbe, visti i consensi che AN ha riscosso, nonostante spioni e disonestà varie, peraltro tutte da confermare. Voi che ne dite?

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Chi è causa del suo mal.. 
E già. Matematicamente parlando, al Senato Berlusca e compari hanno portato a casa più voti di quelli a favore dell’Unione. Ma dato il perverso meccanismo della nuova legge elettorale, definita “una porcata” dal suo degno firmatario, il leghista Calderoni, ogni Regione determina premi di maggioranza – per così dire – “locali” anziché su base nazionale, tali da far sì che l’Unione vince anche le elezioni al Senato. Si tratta indubbiamente di un meccanismo pensato dalla CdL per rimediare alla presunta penuria di voti, quando i sondaggi attribuivano alla Sinistra una chiara vittoria. Invece il loro machiavellico piano ha finito per rivolgersi proprio contro chi l’ha truffaldinamente introdotto. Il termine “truffaldinamente” si riferisce all’ennesimo uso violento della votazione a colpi di fiducia. Insomma, chi è causa del suo mal, pianga se stesso! E ora tiriamoci su le maniche: per farcela c’è da darsi davvero da fare, dopo il disastroso quinquennio di regime berlusconiano. Coraggio italiani, possiamo farcela!

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