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Una laurea in Medicina, due specializzazioni, anni di contratti a termine: borse di studio, co.co.co, consulenze, contratti a progetto, l’ultimo presso l’Istituto di genetica dell’Università di Pavia. Rita Clementi ( foto a sinistra), 47 anni, la ricercatrice che ha scoperto l’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno, in questa lettera indirizzata al presidente della Repubblica Napolitano racconta la sofferta decisione di lasciare l’Italia. Da mercoledì 1 luglio lavorerà come ricercatrice in un importante centro medico di Boston.
Caro presidente Napolitano, chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese portando con sé tre figli nella speranza che un’altra nazione possa garantire loro una vita migliore di quanto lo Stato italiano abbia garantito alla loro madre. Vado via con rabbia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedizione non siano servite a nulla. Vado via con l’intento di chiedere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinunciando ad essere italiana.
Signor presidente, la ricerca in questo Paese è ammalata. La cronaca parla chiaro, ma oltre alla cronaca ci sono tantissime realtà che non vengono denunciate per paura di ritorsione perché, spesso, chi fa ricerca da precario, se denuncia è automaticamente espulso dal «sistema » indipendentemente dai risultati ottenuti. Chi fa ricerca da precario non può «solo» contare sui risultati che ottiene, poiché in Italia la benevolenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro. Chi fa ricerca da precario deve fare i conti con il rinnovo della borsa o del contratto che gli consentirà di mantenersi senza pesare sulla propria famiglia. Non può permettersi ricorsi costosi e che molto spesso finiscono nel nulla. E poi, perché dovrebbe adire le vie legali se docenti dichiarati colpevoli sino all’ultimo grado di giudizio per aver condotto concorsi universitari violando le norme non sono mai stati rimossi e hanno continuato a essere eletti (dai loro colleghi!) commissari in nuovi concorsi?
Io, laureata nel 1990 in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia, con due specialità, in Pediatria e in Genetica medica, conseguite nella medesima Università, nel 2004 ho avuto l’onore di pubblicare con primo nome un articolo sul New England Journal of Medicine i risultati della mia scoperta e cioè che alcune forme di linfoma maligno possono avere un’origine genetica e che è dunque possibile ereditare dai genitori la predisposizione a sviluppare questa forma tumorale. Tale scoperta è stata fatta oggetto di brevetto poi lasciato decadere non essendo stato ritenuto abbastanza interessante dalle istituzioni presso cui lavoravo. Di contro, illustri gruppi di ricerca stranieri hanno confermato la mia tesi che è diventata ora parte integrante dei loro progetti: ma, si sa, nemo profeta in Patria.
Ottenere questi risultati mi è costato impegno e sacrifici: mettevo i bambini a dormire e di notte tornavo in laboratorio, non c’erano sabati o domeniche...
Lavoravo, come tutti i precari, senza versamenti pensionistici, ferie, malattia. Ho avuto contratti di tutti i tipi: borse di studio, co-co-co, contratti di consulenza... Come ultimo un contratto a progetto presso l’Istituto di Genetica medica dell’Università di Pavia, finanziato dal Policlinico San Matteo di Pavia.
Sia chiaro: nessuno mi imponeva questi orari. Ero spinta dal mio senso del dovere e dalla forte motivazione di aiutare chi era ammalato. Nel febbraio 2005 mi sono vista costretta a interrompere la ricerca: mi era stato detto che non avrei avuto un futuro. Ho interrotto una ricerca che molti hanno giudicato promettente, e che avrebbe potuto aggiungere una tessera al puzzle che in tutto il mondo si sta cercando di completare e che potrebbe aiutarci a sconfiggere il cancro.
Desidero evidenziare proprio questo: il sistema antimeritocratico danneggia non solo il singolo ricercatore precario, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione. Una «buona ricerca» può solo aiutare a crescere; per questo motivo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, hanno ritenuto di aumentare i finanziamenti per la ricerca.
È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostume non verrà interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di potenziare le lobby che usano le Università e gli enti di ricerca come feudo privato e che così facendo distruggono la ricerca.
Con molta amarezza, signor presidente, la saluto.
Rita Clementi
29 giugno 2009
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ROMA - 'Organizzazioni internazionali, stampa, opposizioni, i ''signori'' che, ''sulla base di quello che gli dicono i loro uffici studi'' diffondono ogni giorno paura, panico, e pessimismo sono quelli ai quali ora ''dovremmo davvero chiudere la bocca'': Silvio Berlusconi e' determinato e sferra un nuovo affondo, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, per illustrare il nuovo pacchetto di misure anti-crisi varato dal governo, ribadendo la convinzione che ormai la crisi economica sia ''eminentemente psicologica''.
Una linea che il premier assicura portera' anche al tavolo del G8. Il pensiero corre al Governatore di Bankitalia Mario Draghi che ieri ha annunciato un ulteriore peggioramento della crescita (con un Pil che, se va bene, alla fine dell'anno calera' del 5%, ha detto). Ma il presidente del Consiglio non fa nomi. ''Un giorno si' e uno no - dice - le organizzazioni internazionali escono e dicono che il deficit e' al 5%, che i consumi sono calati del 5%; crisi di qui, crisi di la', la crisi ci sara' fino al 2010, la crisi si chiudera' nel 2011... Insomma, un disastro''. Per carita', afferma Berlusconi, parlano sulla base di quello che gli dicono ''gli uffici studi'', ma cosi' ''facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell'Europa e del mondo''. Fiducia che e' invece uno dei pilastri fondamentali sui quali costruire la ripresa, e' il ragionamento: i cittadini non devono tagliare i consumi, gli imprenditori non devono smettere di giocare il ruolo propulsivo che hanno a partire dagli investimenti in pubblicita'. L'unica pubblicita' che invece e' giusto minacciare di cancellare e' quella ai giornali catastrofisti.
Togliere la pubblicità ai giornali che esprimono idee diverse dalle sue. Tagliare i rifornimenti al nemico. Questo è linguaggio da guerra piena.
L'Italia di duce ne ha già scacciato uno. Non la si metta di nuovo alla prova.
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WASHINGTON - Il pubblico ministero del processo contro il finanziere Bernard Madoff ha chiesto la condanna a 150 anni di prigione per l'autore della più grande truffa della storia. "L'ammontare, la durata e la natura dei reati commessi da Madoff - ha scritto il procuratore Lev Dassin in un memorandum reso noto dal sistema giudiziario americano - fanno sì che egli meriti, in via eccezionale, la massima punizione ammessa dalla legge". Madoff, 71 anni, si è già riconosciuto colpevole di aver truffato celebrità e piccoli risparmiatori per una cifra di circa 65 miliardi di dollari nell'arco di vent'anni.
Da noi sarebbe uscito un lodo finanz'allegra una settimana prima del verdetto e quel porco lo avrebbero fatto ministro.
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Quello che più infastidisce è l'incoerenza, la grettezza morale e la viscida doppiezza. Casa delle libertà viene interpretato proprio come profeticamente indicava un Guzzanti veggente di una decina d'anni fa: facciamo un pò come cazzo ci pare. Libertà, termine nobile e degno di rispetto, scade a sinonimo di disprezzo delle regole democratiche. Il problema non è legato a come trascorre il tempo un privato cittadino ma come questi disprezza le regole, rende luoghi istituzionali degli infimi troiai. La tv ha imbastardito le giovani generazioni: le giovani mamme che fanno controlli alle loro neonate pargole, giocherellandoci trovano normale dire "da grande sarai una bellissima velina!"; una volta sarebbe stato impensabile augurarsi un futuro prostituito per la propria discendenza. Un lavaggio del cervello mediatico dalle conseguenze tremende.
La difesa è ancora più ridicola.
ROMA - ''Dietro l'inchiesta di Bari c'e' qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D'Addario''. Lo dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un'intervista a direttore di ''Chi'' che il settimanale pubblica domani, mercoledi' 24 giugno. ''Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c'e' il piacere della conquista'', aggiunge il premier, che alla domanda di Alfonso Signorini: ''Non si era reso conto che potesse essere una prostituta d'alto bordo che voleva tenderle una trappola?'' risponde: ''Se sospettassi di una persona una cosa del genere, le starei lontano mille miglia''.
Il difensore dei "valori cristiani". Ma vaffanculo, va. Ricordate come ci hanno fracassato i gioielli di famiglia con la retorica mellifua e tronfia sulla povera Eluana Englaro? E ora si scopre il sospetto di un premier probabile puttaniere, forse pure pedofilofeggiante come sospettano altri "papisti", che senza commettere alcun reato, si capisce (avendo riscritto le regole a partita in corso, come ogni buon vigliacco), scarrozza prostitute con voli pagati dalle nostre tasse, ospita baldracche in siti istituzionali e baratta questioni nazionali con vari Topolanek col piffero di fuori. Non sono reati, sono schifezze. Se ne accorgono anche i sicurissimi detentori della vera verità (o supposta tale, supposta in tutti i sensi):
ROMA - Il "limite della decenza" è stato superato nel comportamento "indifendibile" dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e la Chiesa italiana "non può ignorare l'emergenza morale": è quanto afferma il direttore di "'Famiglia Cristiana'', don Antonio Sciortino, rispondendo alle lettere dei lettori disorientati di fronte allo scandalo delle cosidette 'escort'.
Don Sciortino sottolinea che i cattolici italiani sono disorientati dal decadimento morale. "I cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati e amareggiati - spiega Sciortino - da questo clima di decadimento morale dell'Italia, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno 'disincantata'". "Non si può far finta - spiega - che non stia succedendo nulla, o ignorare il disagio di fasce sempre più ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare".
Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, scrive il direttore di Famiglia Cristiana, non può "pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il 'classico ' piatto di lenticchie da respingere al mittente". "La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l'emergenza morale nella vita pubblica del Paese", prosegue don Sciortino. "Nessuno - aggiunge - pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia".
''A tutto c'e' un limite. Quel limite di decenza e' stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conclusioni''
Sono profondamente convinto però che se un terzo degli italiani è disposto a votare uno così, il problema non è tanto Silvio Primo Signore dei Vulcani: il problema sono quegli italiani così altrettanto immorali da votarlo.
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Ecco cos'è il conflitto d'interessi, ecco cosa significa comandare la censura di regime di tutte le tv nazionali, ecco qual'è la incancellabile colpa delle cosiddette "sinistre" al governo che potevano fare qualcosa e non hanno mosso un dito; dichiarazione di oggi del potentissimo nanetto catramato trampoliere:
"E' inutile che sperate di buttare giù il governo e la maggioranza con trame giudiziarie e attacchi mediatici. Siamo la maggioranza e in un Paese democratico la maggioranza governa. Più continuate a fare così, più mi convincete a restare, mi fate pena, mi fate disgusto". Silvio Berlusconi lo ha gridato dal palco del comizio di Cinisello Balsamo per Guido Podestà alla presidenza della Provincia di Milano all'indirizzo di un gruppo di contestatori da una piazza accanto e della sinistra in generale.
"Hanno organizzato delle manifestazione sul nulla, mandando gente che non aveva nulla da chiedere e hanno strumentalizzato le speranze, la paura e i morti. Vergogna!", ha detto poi Berlusconi tornando sulla manifestazione organizzata a Roma contro il governo per l'azione svolta sulla ricostruzione dell'Abruzzo.
''Io mi indigno poco - ha detto Berlusconi - prendendo spunto da un gruppo di contestatori confinato in una zona limitrofa alla piazza dove tiene il comizio - ma questa settimana mi sono indignato molto'' per le accuse che ci hanno mosso sul nostro operato in Abruzzo. ''Entro il 30 novembre - ha proseguito - 15 mila persone avranno delle nuove case e nonostante cio' hanno organizzato delle manifestazioni sul nulla''. Poi, rivolto alla sinistra piu' in generale ha aggiunto: ''Non avete dignita', non saprete cos'e' la democrazia e la liberta. Siete oggi come sempre dei poveri comunisti''.
Magari ci fossero ancora i comunisti! Intendo come entità riconoscibile in uno schieramento, di gente per bene ce n'è ancora, fortunatamente. Ecco cos'è il regime di questo speculatore senza scrupoli (così lo definisce, ad esempio, chi restò sul lastrico ai tempi della Standa): lo accusano di essere un puttaniere pedofilo che paga femmine facili a colpi di 2.000 euro a botta, femmine che poi fa candidare tipo in Puglia per il Pdl e lui riesce a rigirare la frittata sproloquiando tronfio di inesistenti complotti.
RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!
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