Sarà sicuramente un caso 
foto unita.it

Ma questo è il terzo incidente nucleare in Francia in una settimana. Tutte centrali della stessa era, stesso periodo di posa in opera. Comunque i media dicono che l'acqua contaminata di Tricastin in fondo era poca, solo 30 metri cubi. Omettono di dire che molte decine di kili di uranio radioattivo sono state versate nelle falde acquifere circostanti e che ora le stanno monitorando tutte (30 metri cubi non sono 30 litri ma trentamila! Ogni litro conteneva 12 grammi d'uranio radioattivo, fate un pò voi i conti).
Con la stessa falsa rassicurante falsità parlano della contaminazione di questi quindici operai come di una cosuccia da nulla, va via col sapone...

(ANSA) - PARIGI, 21 LUG - Quindici operai sono stati leggermente contaminati in modo non pericoloso per la salute in una centrale nucleare francese. Si tratta dell'impianto di Saint-Alban/Saint Maurice (Francia sudorientale). L'incidente, svelato oggi dalla stampa, non e' stato classificato dall'Agenzia di sicurezza nucleare. 'Questi lavoratori - dice l'azienda - provenienti da imprese esterne, sono stati contaminati molto leggermente durante un intervento in un cantiere di manutenzione'.

Che dite, ci terranno informati sulla salute di queste quindici vittime o metteranno tutto a tacere per evitare proteste?

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Cafone di governo 

Indubbiamente questo cafone ignorante ben si adatta al contesto del governo che lo ospita.
Dal sito di Repubblica di oggi:

PADOVA - Apre al Pd e sbeffeggia l'inno di Mameli. Poi se la prende con "i professori che non vengono dal nord". Umberto Bossi arriva al congresso della Liga Veneta-Lega Nord e usa toni concilianti verso i democratici: "C'è spazio, siamo pronti ad accogliere le proposte del centrosinistra sul federalismo. Da parte nostra non ci sarà una chiusura al Pd e a Veltroni". Parole che arrivano dopo che ieri il Senatur aveva dichiarato la sua piena sintonia con Silvio Berlusconi sulla riforma della giustizia. Con cui, oggi, non si è ancora sentito: "Mi sembra abbia altro da fare in questo momento".
Poi Bossi sale sul palco e arringa i delegati. Il primo affondo, accompagnato da un inequivocabile dito medio alzato, è contro l'inno di Mameli: ""Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che 'l'Italia è schiava di Roma...', toh! dico io". Secondo affondo contro lo Stato "fascista": "E' arrivato il momento, fratelli, di farla finita".


Feccia. Politicamente parlando, s'intende.

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Puzza di fango littorio 

Si commenta da sé, la notizia trasuda fetore di drammatico ventennio:

ANSA - ROMA - Una frase di Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, accende una miccia nel gia' acceso dibattito sulla Giustizia e all'interno dello scontro ormai quotidiano tra politica e magistratura. "La cloaca del Csm correntizzato, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani", ha detto a Radio Radicale Gasparri. "Reputo prioritaria una equilibrata riforma della giustizia - ha detto - L'obbligatorietà dell'azione penale è un feticcio teorico perché poi sono i magistrati a decidere quali processi fare e quali non fare. La separazione delle carriere è un'esigenza prioritaria per restituire maggiore trasparenza alla giustizia, la depoliticizzazione della magistratura è un'emergenza democratica".
Secca la replica dei magistrati. I giudici non si faranno "trascinare sul terreno dell'invettiva volgare e qualunquista" , ma di fronte ai "tentativi ormai chiari" di "delegittimare l'intera magistratura", difenderanno "strenuamente" la loro "indipendenza", sottolinea il presidente dell'Anm Luca Palamara. Poi arrivano le scuse di Gasparri. "Non intendevo denigrare l'istituzione in quanto tale o chi ne ha la guida operativa". "L'espressione, che può essere apparsa indubbiamente eccessiva estrapolata da un vivace contraddittorio radiofonico nel corso del quale sono stato pesantemente ingiuriato con offese inaudite - aggiunge il capogruppo del Pdl al Senato - era collegata alle note polemiche con taluni esponenti del Csm che recentemente hanno assunto iniziative che hanno alimentato un acceso dibattito anche in riferimento ai compiti ed ai limiti delle diverse istituzioni".


Il presidente del Csm, Presidente anche della Repubblica, come sempre ultimamente, sotto questi incivili attacchi alla democrazia, pur di fatto evidentemente chiamato in causa, continua incredibilmente a tacere. Di cosa dovrebbe essere garante? Della Costituzione? E perché non lo fa?

Passiamo a Frottolo e cricca ossequiante (vedi melmoso Saccà). Prima leggi vergogna per insultare il diritto costituzionale di una giustizia uguale per tutti, poi la schedatura di rom e di tutti gli italiani con loro, come in un vero stato di polizia, poi l'assoluzione vergognosa per la feccia disumana dei torturatori di Genova, ora il tentativo di distruggere l'indipendenza della magistratura e assoggettarla al potere politico del governo.

La tragedia fascista cominciò così. E già le squadracce assaltano oppositori indifesi e stranieri inermi.

La vigliaccheria del fascio è ben nota e documentata dalla (triste) sua storia.

Da vigliacchi è farsi leggi per ergersi a essere superiore, al di sopra degli altri, perchè nessun'altro può.

Da vigliacchi è torturare ragazzi disarmati, da vigliacchi è assolvere i torturatori qualunque cosa abbiano fatto, autorizzandoli di fatto a rifarlo.

L'insignificante opposizione veltroniana, in disparte e in silenzio, assiste immobile al tracollo dello Stato da una finestra del simbolico Aventino in cui da sola sì è voluta confinare.


Ci vorrebbe altro coraggio, ben altra sostanza, vera credibilità.

Questo è già fascismo, la morte della democrazia.

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Chissà perchè 

Ieri sono stati arrestati i vertici della Regione Abruzzo, punto focale la sanità e la corruzione che pare la circondi. I magistrati dicono di avere le prove di circa 15 milioni di euro (trenta miliardi di lire circa) come compenso di varie corruzioni. Comunque non è la prima volta che l'intera dirigenza della Regione Abruzzo viene incarcerata, chi ha buona memoria lo ricorda benissimo. Dal sito Ansa:

L'AQUILA - Arrestato con altri amministratori e funzionari della Regione Abruzzo per presunte tangenti milionarie legate al ripiano dei debiti della sanità regionale, il Governatore Ottaviano Del Turco trascorre il suo primo giorno in carcere, a Sulmona, in isolamento. Vorrebbe avere i libri che ha portato con sé, ma che direzione del carcere per il momento ha trattenuto. Intanto l'inchiesta va avanti.[...]
LA PROCURA: PROVE DI UNA MAREA DI SOLDI
"Abbiamo ritenuto, e siamo stati confortati dal Gip, che ci sono prove del pagamento di una barca di soldi, di una marea di soldi, circa 30 miliardi di vecchie lire, 15 milioni di euro che avrebbero potuto far funzionare l'ospedale di Pescara e tutti quelli abruzzesi, invece di arricchire qualcuno...". E' questo uno dei passaggi 'forti' della conferenza stampa della procura di Pescara. Il procuratore capo Nicola Trifuoggi ha così proseguito: "Non sono state messe le manette a nessuno, non c'é stata nessuna spettacolarizzazione: non ne abbiamo bisogno, non abbiamo intenzione di candidarci alle elezioni, non dobbiamo farci clienti. questo personaggi sono schiacciati da una valanga di prove", ha confermato.


Ovviamente scontato il commento di Frottolo:

"Sì, ho sentito, e mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione; ho sentito anche il teorema accusatorio, conoscendo l'attuale sistema dell'accusa in Italia...". Così Berlusconi commenta da Parigi l'arresto di Del Turco. Interrogato sul fatto che questa volta l'accusa abbia colpito un esponente della sinistra, ha risposto: "Non ha nessuna importanza per me, colpisca questo o quest'altro". Il premier ha poi citato le accuse a lui rivolte di reati ambientali in Sardegna, dove il tribunale di Tempio Pausania ha giudicato che il fatto non sussisteva, così come la Corte suprema spagnola ha fatto con i dirigenti di Telecinco. "E' necessaria una riforma 'ab imis' del sistema giudiziario italiano", ha poi aggiunto sul tema della giustizia. Alla domanda se con le ultime leggi la situazione sia "nei binari da lui auspicata", Berlusconi ammette che è così, ma annuncia di voler andare avanti. Così, a chi gli chiede se stia pensando alla separazione delle carriere, risponde: "Credo che si debba fare di più, molto di più".

Ogni volta che scoppia lo scandalo di politici accusati di delinquere la mente contorta di Bellakioma reagisce subito auspicando riforme della magistratura.
Invece la gente onesta auspica meno politici corrotti.

Che differenza: chissà perchè.

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Il dramma dei fatti di Genova Bolzaneto 

E' appena stata letta la sentenza per le torture dei disumani poliziotti fascisti di Genova. Il sito Ansa riassume i maledetti fatti vigliacchi di quelle ore tremende:

2008-07-14 22:01
Bolzaneto, le torture nel girone infernale
GENOVA - Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 la caserma di Bolzaneto, dove furono condotte le persone arrestate nei giorni del G8, è stata descritta dai pm "Un girone infernale" e un luogo di tortura fisico e psichico. Secondo l'accusa sarebbero avvenuti episodi di vera e propria tortura che avrebbero violato la dignità umana e i più significativi diritti alla persona.
Anche in infermeria, medici e agenti avrebbero inflitto vessazioni agli arrestati feriti. I pm, nella loro lunga requisitoria, raccolta in una memoria di 600 pagine, affermarono che nella "caserma di Bolzaneto furono inflitte alle persone fermate almeno quattro delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell'uomo, chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli Anni Settanta, configurano 'trattamenti inumani e degradanti'".
L'accusa però, non potendo contestare il reato di tortura, che non esiste nel nostro ordinamento, ha scelto di chiedere per i vertici apicali preposti alla struttura l'art.323 (abuso d'ufficio) oltre alla violazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, abuso d'autorità nei confronti di persone arrestate o detenute, minacce, ingiurie, lesioni. I reati contestati saranno tutti prescritti nel 2009, ma le eventuali condanne consentiranno alle parti civili di chiedere un risarcimento o ottenere già oggi una provvisionale, chiesta da tutti i loro legali. Nel "girone infernale", descritto dai pm, c'erano ragazzi e ragazze picchiati, tenuti ore e ore in piedi con le mani alzate, accompagnati in bagno e lasciati con le porte aperte, insultati, spogliati, derisi e minacciati di guai peggiori, tra cui la sodomizzazione, un salame usato come manganello, una mano divaricata e spezzata.
Le ragazze erano chiamate "troie", "puttane" come accadde a Sara Bartezaghi a cui agenti dissero anche, ricordando la morte di Carlo Giuliani: "Ne abbiamo ammazzato uno, ne dovevamo ammazzare cento". C'é poi la testimonianza di Massimiliano A., 36 anni, napoletano, disabile al cento per cento."Gli agenti mi hanno preso in giro - ha raccontato al processo - per la mia bassa statura, insultandomi con 'Nano buono per il circo', 'Nano di merda', 'Nano pedofilo'".
Il pm ha ricordato che Massimiliano per un'ora non riuscì a farsi accompagnare in bagno, per cui si fece addosso i suoi bisogni e rimase sporco a lungo perché gli impedirono di pulirsi. Un altro episodio riguarda Katia L., minacciata dagli agenti di farle fare la stessa fine di Sole (Maria Soledad Rosas), l'anarchica argentina che si suicidò in carcere dopo la morte del compagno, entrambi arrestati nell'ambito dell'inchiesta sugli attentati contro la Tav in Valle Susa. La ragazza si sentì male e vomitando sangue venne portata in infermeria dove un medico le somministrò dell'ossigeno. Al rifiuto della ragazza di sottoporsi ad una iniezione il medico la liquidò:"Vai pure a morire in cella".


Ecco cosa i giudici hanno sentenziato per quelle schifose canaglie senza umanità, malati di onnipotenza assassina:

2008-07-14 22:08
G8: BOLZANETO, 15 CONDANNE E 30 ASSOLTI
ANSA - GENOVA - Il tribunale di Genova ha condannato 15 persone a pene variabili fra i 5 mesi e i 5 anni. La pena più ingente è stata inflitta ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria. Altri 30 imputati sono stati assolti. La sentenza è stata emessa dopo 9 ore e mezza di camera di consiglio.
Sono state oltre 180 le udienze del processo per i fatti di Bolzaneto. I testi sfilati sono stati circa 360 e 155 le parti civili. Circa 50 sono gli avvocati di parte civile ed una sessantina i difensori degli imputati. Il processo a 45 imputati tra appartenenti al personale della polizia penitenziaria, polizia, carabinieri e medici, iniziò nell'ottobre 2005 mentre le richieste dei pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati sono del marzo scorso.


Soddisfatto? No, certo che no. Queste schifose carogne non faranno un'ora di carcere, salvati dall'ingiustizia della prescrizione voluta da Berlusconi, loro complice. Alle vittime innocenti pestate a sangue e ridotte in fin di vita solo la possibilità di un risarcimento pecuniario in sede civile.

La giustizia è schifosamente lontana dall'essere uguale per tutti, maledizione.


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