Sismi, Telecom e il nanetto 
Il Sismi risponde alla Presidenza del Consiglio. In Telecom si intercettavano centinaia di migliaia di utenze senza autorizzazione alcuna con la mano del Sismi. Il Sismi truccava la verità comprando giornalisti venduti come Farina che scriveva sotto dettatura sul quotidiano chiamato “Libero” (ottimo nome). A Roma si scopre una centrale di disinformazione del Sismi, con lo scopo di pilotare i media e spiare le conversazioni telefoniche. La Cia usava quelle stesse intercettazioni per i rapimenti illegali di sospettati di terrorismo per torturarli in qualche prigione segreta di cui ormai è certa l’esistenza per stessa ammissione del Grande Criminale d’oltre oceano. Nel frattempo, mentre gli americani usavano le intercettazioni per rapire gente tipo Abu Omar a Milano, qualcuno le usava per trovare elementi per truccare le elezioni del presidente della Regione Lazio. Ripeto: il Sismi risponde alla Presidenza del Consiglio.

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Vicenza, la Nato e il nanetto 
La Sardegna non sarà più teatro di esercitazioni militari Nato e deposito di armi nucleari a ufo. La Maddalena e Soru esultano per la riconquistata libertà. Intanto si viene a sapere che Berlusconi nel marzo 2005 aveva preso accordi segreti (e dunque illegali) con Bush per fare di Vicenza la nuova super mega base Nato, con tanto di armi ed equipaggiamenti dello “storico” 173°, con il chiaro intento di stabilire la più importante base in Europa da cui far partire gli attacchi verso il Medioriente; chissà, forse anche verso le centrali atomiche civili dell’Iran. Un altro bel regalo dell’irsuto psiconano, stavolta al bel Nord Est del suo più fedele alleato Bossi. Il Bel Paese.

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Lectio (poco) magistralis 
Ammetto, ho voluto riflettere parecchio prima di dire la mia circa la rabbia che l’Islam ha dimostrato di rovesciare sulle parole di Benedetto XVI. Prima di tutto lo scopo di quelle parole era dire che religione e ragione sono una madre e l’altra figlia della stessa realtà; l’altro aspetto riguarda il fatto che ogni religione che ammette l’unico Dio non può ammettere la violenza. Due cose che mi pare di poter definire sacrosante. Ma il problema è altrove. La situazione è tale che l’Islam nella disastrosa era Bush è oggetto di mille violenze, di mille soprusi, di mille assassini, di mille prevaricazioni, di mille arroganti prepotenze. Dopo tutto quello che hanno subito e continuano ingiustamente a subire è chiaro che basta un niente per scatenare gli animi e un capo di Stato non può non pensarci. Il papa è un capo di Stato. Ma poi dico, doveva proprio andare a ripescare un imperatore bizantino che aveva mille motivi per avercela con gli ottomani, viste le catastrofiche legnate che aveva rimediato? Manuele II Paleologo infatti sosteneva nel 1391 che da quella parte poteva venire solo violenza (considerando semplicisticamente ottomani e Islam un’unica realtà), ma verosimilmente non tanto perché avesse avviato chissà quale profonda riflessione teologica, quanto piuttosto perché ce le aveva buscate sonoramente. Parole dunque doppiamente inopportune nella situazione di oggi. Ma c’è dell’altro. Giovanni Paolo II aveva agito, non parlato. Dopo aver chiesto scusa per gli errori storici della Chiesa del passato Woitjla avviò una fitta serie di iniziative per riavvicinare le grandi religioni monoteistiche, prima tra tutte quella storica riunione di preghiera comune alle religioni più diverse, che si avvicinarono come mai prima nella cornice unica di Assisi. Poi viaggiò andando di persona a parlare con gli interlocutori, non tentando di catechizzarli da lontano con aria di stizzita superiorità o a tentare di convertirli. Benedetto XVI invece, che quegli eventi di Assisi ha deciso di annullare per sempre e che ha sbattuto in Egitto (promuovendolo..) il responsabile di quelle aperture multilaterali, pare ansioso di mostrare la sua grande erudizione, lanciandosi in astruse considerazioni filosofico-teologiche; insomma, pare più intento a mettersi in mostra come impettito professore piuttosto che a comportarsi da pontefice. Il primo lato della medaglia dunque porta a consigliare il saccente papa, prima di parlare con una leggerezza che non si addice al suo ruolo, a chiedere consiglio a qualcuno del suo intorno un po’ meno improvvisato e incauto in quanto a politica estera, non tanto perché così è giusto, quanto perché è stata uccisa della gente per reazione alle sue incaute parole.
L’altro lato della medaglia però è una riflessione focalizzata sull’essenza stessa della democrazia ed ecco perché ne parlo su questo blog. Ritengo inaccettabile che si giunga ad uccidere solo perché non si è d’accordo con quanto dice l’interlocutore. Democrazia è anche e soprattutto rispetto per i diritti altrui. Non è accettabile che si uccida qualcuno perché la pensa diversamente. Anche perché spesso quelle che vengono interpretate come offese sono tutt’altro nella mente di chi le pensa. Lotto per la Libertà, quella di pensiero prima di tutte e perciò, pur comprendendo la delicatezza della situazione e le possibili drammatiche conseguenze di malintesi a questo livello, non posso però rinunciare a dire ciò che penso perché forse altrove, qualcuno troppo suscettibile potrebbe capire fischi per fiaschi. Rispetto, ma anche libertà democratiche. Perché era condannare la violenza e ravvivare il dialogo nel rispetto reciproco il suo obiettivo, vero Santità??


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La Cina secondo me 
Vedo la questione Cina chiusa dentro quattro sfere.
PENA DI MORTE
Il 70% dei morti ammazzati nel mondo per “giustizia” arrivano dalla Cina, dunque non è un fenomeno raro o marginale. D’altro canto difficile fare tanto i moralisti visto che anche gli Stati Uniti d’America si governano con questa barbarie. E piacciono tanto gli States alla maggioranza di noi occidentali.
DIRITTI CIVILI
Lavoratori che si dannano 15 ore al giorno o più per un decimo della nostra paga sono una delle forze lavoro più ambite dall’industriale quadratico medio, quello sempre alla ricerca di un taglio dei costi per un aumento dei profitti a parità di qualità dei prodotti finiti. Chissà se la Cina prima o poi scoprirà un nuovo Karl Marx (pare un assurdo che proprio in un Paese nato dal Comunismo, anche se decaduto nella forma attuale, esista ancora lo “sfruttamento del proletariato” come in Europa più di un secolo fa). Per ora, visto che il diritto di sciopero non è contemplato nella Costituzione cinese, quando c’è uno sciopero interviene l’esercito. Scioperare è illegale. Gli accordi che possono essere siglati con la Cina possono esistere solo a condizione che i cinesi rispettino i diritti civili (almeno questa è la teoria).
DEMOCRAZIA
Non esiste in Cina una cosa simile a quello che noi definiamo “democrazia”. Anche Internet, simbolo di libertà della comunicazione e delle conoscenze rese disponibili a chiunque, da loro è bloccata. I loro motori di ricerca forniscono risposte diverse da quelle che riceviamo noi. La censura di regime è assoluta, con giornali e televisioni pilotate a tutti i livelli dal regime. Anche questo non credo possa scandalizzarci più di tanto: anche da noi nei passati cinque anni è quasi andata così, per non parlare della grande democrazia americana, dove chi scende in piazza contro la guerra viene schedato, spiato e in qualche caso anche arrestato. Però, com’è piccolo il mondo. Chissà se questi accordi commerciali aiuteranno anche i nostri amici cinesi ad aprirsi verso una civiltà più giusta.
NUOVA POLITICA ITALIANA
Sotto il regime Berlusconi la Cina evocava due sole dimensioni: i bambini bolliti e le richieste della peggiore destra di infliggere dazi e diritti doganali per un bieco ed infruttuoso protezionismo d’altri tempi. Finalmente con l’avvento di un governo di sinistra la musica cambia dalla retorica sterile ai fatti. Prodi ha preso sette o otto grossi aerei e ci ha infilato dentro qualche centinaio di imprenditori italiani, qualche politico, Confindustria e qualche sottosegretario; fatti atterrare in Cina li ha infilati dentro enormi stanzoni con centinaia di tavolini numerati dove farli incontrare e parlare con i loro corrispettivi cinesi allo scopo di stringere accordi commerciali. Dalla caccia alle streghe fatta di induzione alla paura cioè, si è passati alla politica. Ancora qualcosa di sinistra.


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L'ennesima vittima del terrorismo 
Questo post l'ho pubblicato anche sul blog parallelo, quello sul disastroso Bush, ma siccome si parla di democrazia, mi è sembrato giusto riportarlo anche qui.
Stavolta non è stata cancellata una vita (almeno non in senso fisico) ma la voce di una persona ancora capace di porsi domande e di usare cervello e competenze per tentare di trovare adeguate risposte. L’oggetto è una notizia pubblicata sul sito ansa.it (10/09/2006, 04.22), della quale riporto un brano:

“Steven Jones è docente di fisica alla celebre Brigham Young University di Provo, nello Utah, ed è anche co-presidente di un gruppo chiamato 'Studiosi per la verita' sull'11 Settembre', che sostiene e diffonde alcune delle cosiddette teorie cospirative sull'11 Settembre 2001, contestando i dati di fatto dell'attacco terroristico.
L'Università, che è proprietà della chiesa mormone, ha deciso di sospendere Jones e di avviare un'inchiesta, perché preoccupata -ha spiegato- dall'impatto delle tesi del docente sulla reputazione dell'Ateneo”.

Per chi conosce il tipico moralismo un po’ ipocrita e un po’ bigotto d’oltre oceano la cosa può anche non sorprendere, ma credo che nella vita valga la pena di darsi da fare per le cose in cui veramente si crede. Il Professor Steven Jones potrà avere ragione o meno con le sue teorie, secondo le quali non c’entra bin Laden con l’11 settembre ma cospiratori interni, non è questo il punto; il punto è la libertà d’opinione, questa si una cosa per la quale ritengo valga la pena darsi da fare. Ciò dimostra che gli USA di Bush sono l’ultima realtà degna di poter parlare di libertà democratiche. Se tutti propongono l’inquisizione, io sto dalla parte di Galileo Galilei.


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