Ha sbroccato 

foto e citazioni repubblica.it

E' fuori di testa, questo pazzo fuori dal mondo abbisogna di assitenza medica specialistica:

"Vergogna, vergogna, vergogna". Il premier attacca sui soldati morti in Afghanistan: "Si vergogni l'opposizione che inneggia a -6", con allusione alle scritte comparse sui muri di Milano che ricordavano i sei parà rimasti uccisi nell'attentato di Kabul. "Un'opposizione che brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, che inneggia a -6 è inaccettabile. Vergogna, vergogna, vergogna", urla. Un attacco pesante contro il quale Pd e Udc insorgono. Dario Franceschini osserva che il premier parlava "in playback" visto che "gli insulti sono gli stessi da quindici anni". "Vergognoso" viene definito l'intervento del Cavaliere anche da altri esponenti del Pd come Piero Fassino mentre il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, arriva a chiedere l'intervento del Quirinale per "ristabilire la verità dei fatti". In serata la precisazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti: "Berlusconi ha voluto semplicemente deprecare alcune scritte vergognose da attribuire non ai partiti della sinistra parlamentare ma a frange estreme della sinistra extraparlamentare".

Quel povero neurone, con tutto quello spazio a disposizione si aggroviglia su se stesso proseguendo:

"La sinistra non è cambiata". Ma dal palco della festa Pdl, Berlusconi non demorde e compie l'ultimo affondo ancora contro "questa sinistra che non è cambiata. Vorrebbe trasformare il paese in una piazza urlante che condanna, quando in passato sono stati adoratori di tiranni sanguinari come Stalin, Mao e Pol Pot". "In Afghanistan - spiega - ci siamo e ci staremo perché abbiamo il dovere di costruire la democrazia, altrimenti le conseguenze ricadrebbero su tutti noi".

Forse sfugge all'imitatore di mentecatto che Hitler, Mussolini, Franco e tutti i dittatori coperti dalla Cia e dal vaticano non erano esattamente comunisti; poverino, uno ridotto così va solo compatito...
Ma non si ferma, è un portatore sano di cazzate a iosa:

Crisi: "Il peggio è alle nostre spalle". Sulla crisi, l'ottimismo di sempre: "Non dobbiamo avere paura, il peggio è alle nostre spalle". Poi una bordata contro l'opposizione: "Loro hanno fatto il tifo per la crisi, e molte categorie di lavoratori statali e pensionati, che non hanno subito alcun contraccolpo negativo, hanno ridotto i consumi perché attanagliati dalla paura. Ma è proprio la paura che dobbiamo sconfiggere, il governo è vicino alle imprese e al paese".

Qualcuno dica al ridicolo domatore di pulci che se la finanza comincia ora a rialzare la testa, le conseguenze sull'occupazione e dunque sulla produzione si devono ancora vedere da noi; ma tant'è, inutile far ragionare un simile sparacazzate:

"Nessun litigio nel Pdl". Sulle alleanze politiche, Berlusconi cancella i dubbi su possibili screzi nella coalizione: "Non c'è stato alcun litigio" nel Pdl "come vogliono far credere le gazzette di sinistra", ma un "confronto di posizioni". Così il premier liquida i contrasti con Fini e i dubbi su possibili screzi con Bossi: "Con la Lega abbiamo un'amicizia, un affetto ed una maggioranza che nessuno riuscirà ad allentare".

Nel mondo allucinato nel quale il poverino vive ci si vive male da fuori: RINCHIUDETELO!


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Altre figure di merda 

foto e citazioni ansa.it

Prima quella del nostro ministro super dandy degli Esteri, tal Frattini che spergiurava l'UE non ce l'avesse con l'Italia quendo chiedeva di fermare i "respingimenti" illegali dei clandestini, smentito il giorno seguente dal portavoce dell'Unione Europea che disse in sostanza "..no, no: ce l'abbiamo proprio con voi..!!!.." (aveva dato prima chiara prova di sé quando aveva annunciato a tutti i tg nazionali ed alle agenzie internazionali di aver avuto assicurazione personale che gli israeliani non avrebbero attaccato il Libano, attacco che invece avvenne esattamente la mattina seguente..); ora il prepotente nano godereccio suo signore e padrone fa addirittura di meglio:

BRUXELLES - I tetti sulla assegnazione di quote di Co2 all'Italia "non sono rinegoziabili": lo ha detto la portavoce della commissione Ue, Barbara Hellfrich, interpellata sulle notizie stampa a proposito di una lettera del premier Silvio Berlusconi al presidente dell'esecutivo europeo Barroso, per chiedere di rivedere i tetti di Co2.
"I tetti sono stati definiti e adottati dalla commissione attraverso un processo basato sulla legislazione europea", ha detto la portavoce "e non sono rinegoziabili". Il piano nazionale italiano sulle emissioni di Co2 è stato approvato nel 2007. La legislazione europea fissa in un periodo di due mesi i tempi per un eventuale ricorso.
La portavoce ha detto di essere a conoscenza - attraverso la stampa - della lettera del premier con la quale l'Italia segnala l'intenzione di modificare i vincoli impostagli dalla Ue. Il piano nazionale di assegnazione delle emissioni dianidride carbonica dell'Italia per il periodo 2008-2012 è stato approvato da Bruxelles il 15 maggio del 2007. La valutazione degli esperti della Commissione Ue, dopo mesi di negoziato, si è conclusa con un parere favorevole anche se condizionato ad alcune modifiche, in particolare alla riduzione del quantitativo totale di quote di emissione proposto. L'assegnazione annua autorizzata di quote di emissione èpari a 195,8 milioni di tonnellate di CO2, il 6,3% in meno diquanto proposto dal governo italiano, che aveva chiesto dipotere attribuire all'industria 209 milioni di tonnellate.


Il discredito che questo circo getta sul nostro paese cresce minchiata dopo minchiata. Che vergogna.


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Ilaria Alpi, il traffico radioattivo e i pagamenti in armi 

foto e citazioni agenziami.it


È una storia che parte dagli anni ottanta quella dell'affondamento di navi radioattive in Calabria, al largo della Puglia e della Basilicata. Una storia che sembrerebbe coinvolgere tutti: la 'ndrangheta che trattava e logisticamente organizzava l'occultamento delle navi; i servizi segreti che consigliavano ai pentiti di non trattare l'argomento e che, in alcuni casi, comparivano sulla scena dell'occultamento; i militari italiani in Somalia, paese pattumiera di second'ordine anche rispetto la Calabria, i quali giravano la testa all'arrivo dei carichi pericolosi; la magistratura che sapeva ma che poco poteva contro altri alti apparati statali. Una storia che costò la vita a Miran Hrovatin e Ilaria Alpi, che arrivarono, in Somalia, a scoprire dello smaltimento di materiale radioattivo.
[...]
«L'idea che mi sono fatto è stata quella che Ilaria Alpi è stata uccisa perché ha visto quello che non doveva vedere nel porto di Bosaso, precisamente lì», ha detto Francesco Fonti ad Andrea Palladino de il manifesto. A Bosaso la 'ndrangheta portava le scorie che altrimenti sarebbero finite sulla costa calabra. Una contropartita in armi a compensare probabilmente l'ospitalità di cotanti bidoni radioattivi. Se la Somalia fosse stato un problema dopo l'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin i fusti tossici sarebbero tornati nei fondali nostrani, o in quelli di acque territoriali internazionali, fuori la normale giurisdizione di stati sovrani. «È ora che facciano veramente le indagini, noi non ne possiamo più, questo stato ci ha trattato malissimo», ha detto Luciana Alpi, la madre di Ilaria, «mi pare piuttosto interessante quanto ha detto il collaboratore e devo dire che i riscontri ci sono». La madre della giornalista ha ricordato la deposizione del sultano di Bosaso davanti alla commissione d'inchiesta nel 2005: «Il sultano ha raccontato che Ilaria Alpi era al corrente sia del traffico d'armi che del traffico di rifiuti e che da lui voleva solo una conferma». Sulla vicenda delle navi dei veleni il Copasir chiederà «informazioni» nei prossimi giorni ai direttori di Aise e Aisi, Bruno Branciforte e Giorgio Piccirillo. Interpellato dai cronisti Rutelli ha riferito che il comitato da lui presieduto è intenzionato a chiedere nelle previste audizioni dei prossimi giorni dei direttori di Aise e Aisi tutte le informazioni relative agli affondamenti sospetti di navi contenenti materiali tossici.

Tutto questo e l'indagine sulle navi inabissate al largo delle coste calabresi è storia che se fosse stata interrotta per tempo avrebbe potuto avere esito meno tragico. Ma questa Italia è quella ben rappresentata dall'attuale sistema di potere.


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La ridicola farsa di regime va in scena 

foto e citazioni ansa.it

Me lo ricordo come fosse ora lo sciacallo con in mano il pelouche del bimbo morto tra le macerie per fare ascolto; questa è la marmaglia del redivivo Minculpop, la censura fascista, questo il viscidume servile e immorale che infesta l'informazione di questo martoriato paese. Va in scena la buffonata delle assegnazioni delle casette in legno a un centinaio di famiglie a Onna ma gli abruzzesi, le diverse altre migliaia ancora senza casa, non possono partecipare dall'esterno del set messo in piedi per il Signore Dei Vulcani, le strade sono state chiuse per evitare di rovinare il palcoscenico al duce:

L'AQUILA - "Una sola grande opera: ricostruire L'Aquila dal basso" e "L'Aquila riparte con i cittadini sparsi in ogni parte?". Questi due striscioni sostenuti da poche decine di manifestanti in rappresentanza dei comitati spontanei di cittadini sorti dopo il 6 aprile, sono stati posti all'ingresso dell'abitato di Onna in occasione della cerimonia di consegna delle prime 94 case.
I membri del comitato hanno aspettato l'arrivo delle delegazioni per l'inaugurazione al fine di manifestare il proprio dissenso. Contestualmente stanno consegnando dei volantini a tutte le persone che sono intervenute all'inaugurazione. Ai manifestanti al momento non è possibile accedere nella frazione. Tra gli altri striscioni lungo la strada anche uno di polemica contro la scelta di annullare la programmazione di "Ballarò per dare maggior visibilità a "Porta a porta". "Prima terremotati poi ostaggi mediatici - grazie Vespa", si legge rivolto ironicamente al giornalista aquilano.


Queste case che il duce sta usando per brillare di luce da palcoscenico servo sono state donate dalla regione Friuli Venezia Giulia per solidarietà col dramma che visse alcuni decenni orsono; queste casette sono state montate dalla Croce Rossa e noncurante di tutto ciò ci vomita sopra la sua irrefrenabile, tronfia boria esibizionista. Ma la foto dimostra cosa DAVVERO bolle in pentola: è una messa in scena. E per evitare che si sappia in giro hanno tappato la bocca a Ballarò impedendogli di andare in onda.

ONNA (L'AQUILA) - Case di legno e in colori pastello, con i fiori alle finestre e il "frigorifero pieno di ogni ben di dio", assicura Silvio Berlusconi consegnando le chiavi della nuova casa alla fortunata famiglia Vecchio-Giancola, estratta a sorte ieri sera e corsa a firmare il contratto di comodato d'uso della casetta numero 39, tre camere proprio al centro della Nuova Onna. Parla poco il premier, ed è di tutta evidenza che lui oggi qui vuole essere soltanto l'uomo del fare, il politico che tra non pochi applausi può tirare le somme in attivo: "Era una promessa ardita, lo sapevamo, ma grazie a Dio mantenuta". "Il 21 si riapriranno le scuole - aggiunge Berlusconi - e sarà un altro successo straordinario". E gli striscioni di protesta, i mugugni di chi casa ancora non ce l'ha? "Le proteste sono solo di quei paesi dove ancora non siamo arrivati - taglia corto il Cavaliere -. Ci vuole tempo ma le promesse le manterremo". Il premier scopre la targa dell'asilo nido progettato da Giulia Carnevale, la ragazza di 22 anni morta, come tanti altri, tra le macerie della Casa dello Studente all'Aquila.

Una oscena farsa fascista. Speriamo qualcuno resista:

L'AQUILA - Tra le persone presenti alla cerimonia di consegna dei moduli abitativi di Onna c'é Sabina Guzzanti: l'attrice-regista sta girando da due mesi un documentario sulla ricostruzione e sulla gestione del post-sisma con testimonianze, video e commenti dei principali protagonisti dei mesi della ricostruzione. Le prime persone che ha intervistato sono i rappresentanti dei comitati spontanei che hanno attivato un sit-in all'arrivo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Commentando la scelta di impedire ai manifestanti l'accesso all'abitato di Onna, ha detto che si tratta "di una prevaricazione così come lo è l'impossibilità di distribuire volantini di alcun tipo all'interno delle tendopoli".


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il regime fascista al potere in Italia e lo scontro con l'Onu 

foto dalla rete, citazioni ansa.it

Perchè mi sento sicuro ormai di parlare chiaramente di regime fascista restaurato? Alcuni esempi:

1) l'aggressione disgustosa della squadraccia leghista raccontata al post precedente

2) GINEVRA - L'Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay denuncia le politiche nei confronti degli immigrati, "abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale". In un discorso previsto per domani -anticipato a Ginevra- la Pillay cita il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra la Libia, Malta e Italia, ad agosto. E spiega che "in molti casi, le autorità respingono questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi".
"La pratica della detenzione dei migranti irregolari, della loro criminalizzazione e dei maltrattamenti nel contesto dei controlli delle frontiere deve cessare": lo afferma l'Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay nel testo del suo discorso inaugurale alla 12/a sessione del Consiglio dell'Onu dei diritti umani che sarà pronunciato domani e di cui oggi è stato diffuso il testo. [...] "In Italia c'é stata un'abbondante documentazione di discriminazione e trattamenti degradanti nei confronti della popolazione Rom", afferma l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navy Pillay, nel suo intervento inaugurale, domani, alla 12/a sessione del Consiglio dell'Onu dei diritti umani, il cui testo é stato anticipato oggi a Ginevra.

L'Europa non fascista si ribella allo scempio della detenzione per i migranti che non hanno commesso alcun reato. Mi vergogno di essere accomunato alle disgustose persone che vorrebbero rappresentarmi.

3) (ANSA) - ROMA, 14 SET - La 1/a puntata della nuova edizione di Ballaro', prevista inizialmente per domani sera su Rai3, andra' in onda giovedi' sempre in prime time.L'esordio del programma di Floris, che si occupera' anche della situazione in Abruzzo,era stata rinviata per fare spazio allo speciale di Porta a porta di domani sempre sul terremoto.La decisione e' giudicata'grave' dal presidente della commissione di Vigilanza Zavoli,che per questo anticipa al 16 la convocazione dell'ufficio di presidenza della commissione.
Queste belve senza morale faranno uno spot di regime sui trecento morti d'Abruzzo: monteranno lo spettacolino da Istituto Luce dell'affidamento delle case a qualche decina di abruzzesi, con gli altri ancora in tenda. Vomitevole.

4) (AGI) - Napoli, 14 set. - Di nuovo proteste contro il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ma questa volta anche con i giornalisti, a Napoli, all'uscita dal carcere penale minorile di Nisida. Dopo l'uscita del ministro vengono bloccati di nuovo i pulman dei giornalisti. In particolare Rosalba Roncato della Flc-Cgil, sottolinea che il mancato accoglimento del tempo pieno a Napoli ha significato 600 cattedre in meno. "Siamo disponibili al confronto, a ragionare sui numeri - dice - invece il ministro lo ha eluso. Noi vogliamo evidenziare la non lealta' del mancato confronto". Le scuole chiuse nel napoletano e in Campania, aggiunge Costanza Boccardo, del Comitato dei genitori del plesso 'Madonna Assunta', sono legate al fatto che "i Comuni non hanno i soldi per l'adeguamento alle norme per la sicurezza".
Bloccati i pulman dei giornalisti?!?

Qua se non la smettono presto torniamo ai materassi. Si può ancora evitare, speriamo avvenga l'improbabile miracolo e queste menti grette rinsaviscano.


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