foto e citazioni ansa.it
Certo, potremmo definirlo un pirla. Imperdonabile andare a trans con una famiglia alle spalle della quale è da vigliacchi ricordarsi solo quando scoppia il casino. E Marrazzo si dimette:
ROMA - Il giorno della fine dell'uomo pubblico Piero Marrazzo inizia con la fuga da casa e la determinazione a dimettersi subito. Recidere tutti i fili con una vita che è già passato, iniziata il 4 aprile 2005 con una vittoria insperata sul favoritissimo governatore del Lazio uscente Francesco Storace. Una vita da abbandonare, quella da Presidente della Regione Lazio, travolta da uno scandalo, un video con un trans e quattro carabinieri ricattatori. Fuggire da casa non per essere lontano dalla famiglia ma per rifuggire dai riflettori, da quella pressione mediatica che lui, da giornalista, conosce molto bene: via dall'assedio di telecamere e reporter per trovare rifugio in una struttura religiosa.
E' mattina quando Marrazzo saluta la moglie Roberta, vicina a lui e incrollabile fino alla fine, e accompagnato da quelli che sono soprattutto i suoi amici piu che collaboratori, decide di passare parte di quello che burocraticamente è definito "impedimento permanente" in una struttura religiosa.
MA ATTENZIONE, proviamo a riassumere gli elementi fondamentali della vicenda:
1) in ballo c'è il governo di una delle due maggiori regioni, sia in termini di denaro movimentato che di cittadini dunque di voti;
2) una casa privata;
3) pedinamenti;
4) carabinieri;
5) carabinieri corruttori;
6) qualcuno gira un video, non si sa chi;
7) i servizi segreti italiani dipendono direttamente dalla presidenza del consiglio.
Vi viene in mente niente?
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( 3.5 / 11 )
Vi prego, clickate su questa immortale foto per sentire cos'è la vera politica.
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( 3.3 / 6 )citazioni ansa.it
E perchè mai scandalizzarsi se lo stato (volutamente con la minuscola) scese a patti con la mafia? Perchè scandalizzarsi se usò i servizi segreti ed il loro numero uno in particolare, quel colonnello Mori dei carabinieri, per farlo? E se Falcone e Borsellino furono vittime delle prove di forza di questo scellerato patto? Perchè è questo che sta venendo fuori ora, dopo che per decenni lo abbiamo urlato dalle piazze, ora finalmente ci credono.
PALERMO - L'indagine della Procura di Palermo sulla presunta trattativa tra lo Stato e la mafia e i riscontri sull'attendibilità del documento con le richieste che avrebbe fatto Cosa nostra, il "papello", consegnato in fotocopia ai magistrati da Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso, accendono le polemiche politiche. Molti sono gli interrogativi che rimangono aperti: la fotocopia con le 12 richieste di Cosa nostra è quello che viene definito il papello? E se non è quello, di quali altre carte è in possesso Massimo Ciancimino? E se davvero esiste il 'papello', chi lo ha scritto materialmente, Totò Riina o Vito Ciancimino? E quando, a cavallo delle stragi di Capaci e via D'Amelio o dopo?
[...]
"Per la verità le indagini precedenti avevano in qualche modo accertato l'esistenza di un tentativo di Cosa nostra di entrare in contatto col potere politico - dice Grasso - E' processuale il contatto degli ufficiali del Ros, Mori e De Donno, con Vito Ciancimino. Ed è processualmente accertato che alla mafia, in cambio della resa dei vertici, fu offerto 'un ottimo trattamento per i familiari', un 'ottimo trattamento carcerario' e una sorta di 'giusta valutazione delle responsabilita''". E "anche via D'Amelio - sospetta Grasso - potrebbe essere stata fatta per 'riscaldare' la trattativa. In principio pensavano di attaccare il potere politico e avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Claudio Martelli, Giulio Andreotti, Carlo Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome. Cambiano obiettivo probabilmente perché capiscono che non possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste. In questo senso si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici"
[...]
Intanto in un'intervista a La Storia Siamo Noi, in onda domani sera su RaiDue, Agnese Borsellino, vedova del magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio, rivela: "Stranamente negli ultimi giorni che precedettero via d'Amelio, mio marito mi faceva abbassare la serranda della stanza da letto, perché diceva che ci potevano osservare dal Castello Utveggio". Il castello Utveggio si trova sul monte Pellegrino e domina dall'alto la città di Palermo; secondo alcuni esperti di mafia sarebbe stato un punto di osservazione da parte di apparati dei servizi segreti.
Ma perchè scandalizzarsi di una simile porcheria? Dico date un'occhiata a chi siede in parlamento, tra i vari Andreotti prescritto ma riconosciuto in contatto coi mafiosi, Dell'Utri condannato in via definitiva per mafia e corruzione e presidente dei circoli dei giovani di forza italia (che bravo maestro, cosa insegnerà ai giovani virgulti?), per non parlare di quel mercenario ORA NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI?
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( 3 / 5 )foto e citazioni ansa.it
La balena morente sferra micidiali colpi di coda ai quali è bene stare più che attenti. Dopo che la Consulta giorni fa ha dichiarato ILLEGITTIMO il cosiddetto "lodo Alfano", oscenità legislativa che esentava dai processi le quattro più alte cariche dello Stato confliggendo evidentemente con una Costituzione che al capitolo 3 recita che la legge è uguale per tutti, dopo questo sacrosanto atto di giustizia ieri canale 5 ha mandato in onda un servizio in cui si riprendeva a sua insaputa il presidente della Consulta, il giudice Mesiano; lo hanno pedinato e ripreso mentre passeggiava per Milano e mentre era dal barbiere.
POI QUESTI PORCI SI LAMENTANO DELLE FOTO A VILLA CERTOSA CHE VIOLEREBBERO LA PRIVACY DI UN NANO MAIALE CHE INVECE E' PERSONAGGIO PUBBLICO.
Ma la cosa più grave è che con quel video secondo me hanno realizzato un avvertimento tra il mafioso e il fascista: possiamo trovarti quando vogliamo e quando meno te lo aspetti, è questo che hanno detto al giudice mandando in onda quello scempio.
Nel frattempo il ducetto nano ha tenuto a ribadire che lui della Consulta se ne frega:
ROMA - "Io sono per una riforma costituzionale che proprio prenda il toro per le corna e che faccia del nostro paese una democrazia vera non soggetta al potere di un ordine che non ha legittimazione elettorale". Lo ha detto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, conversando con i giornalisti a Sofia. "Nel momento in cui è stata abolita l'immunità dei parlamentari -ha proseguito- sono i giudici e non i cittadini a decidere chi può continuare a fare il parlamentare o meno e chi può continuare o meno a governare il paese. Questo non credo che faccia parte di una vera democrazia e sono fortemente intenzionato a cambiare le cose in Italia".
"Credo che a questo punto valga la pena di rivisitare la costituzione attraverso appunto una legge costituzionale -ha proseguito-. Se avremo numeri per farlo in parlamento lo faremo in parlamento e allora sarà più veloce, se non avremo i numeri in parlamento la faremo con un ricorso agli elettori".
Questo è uno pericoloso, getta escrementi verbali sulle istituzioni che dovrebbe rappresentare. Essere eletto dal popolo non autorizza a urinare sulla Giustizia. Questa è mafia e i mafiosi di cui si circonda in parlamento sono lì a dimostrarlo purtroppo, rendendo il parlamento una fogna.
Mai questo schifo fu più evidente di ora, quando sta venendo fuori il tentato accordo tra mafia e stato degli anni di Falcone e Borsellino: lo stato, attraverso i servizi e per mano del colonello dei Carabinieri Mori e numero uno degli stessi servizi scese a patti con la mafia che non riusciva a sconfiggere. Notizia che fa il paio con la denuncia del Times di questi giorni secondo la quale i militari italiani in Afghanistan pagavano i talebani per evitare di essere oggetto di attentati; lo stesso scendere a patti col nemico, lo stesso stile codardo. La stessa italia con la minuscola, con la "i" nana come chi la rappresenta che quelli come me combattono per difendere l'Italia quella con la maiuscola, quella che ancora crede nella Giustizia e nel Diritto.
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( 3.7 / 3 )foto e citazioni repubblica.it
E' fuori di testa, questo pazzo fuori dal mondo abbisogna di assitenza medica specialistica:
"Vergogna, vergogna, vergogna". Il premier attacca sui soldati morti in Afghanistan: "Si vergogni l'opposizione che inneggia a -6", con allusione alle scritte comparse sui muri di Milano che ricordavano i sei parà rimasti uccisi nell'attentato di Kabul. "Un'opposizione che brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, che inneggia a -6 è inaccettabile. Vergogna, vergogna, vergogna", urla. Un attacco pesante contro il quale Pd e Udc insorgono. Dario Franceschini osserva che il premier parlava "in playback" visto che "gli insulti sono gli stessi da quindici anni". "Vergognoso" viene definito l'intervento del Cavaliere anche da altri esponenti del Pd come Piero Fassino mentre il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, arriva a chiedere l'intervento del Quirinale per "ristabilire la verità dei fatti". In serata la precisazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti: "Berlusconi ha voluto semplicemente deprecare alcune scritte vergognose da attribuire non ai partiti della sinistra parlamentare ma a frange estreme della sinistra extraparlamentare".
Quel povero neurone, con tutto quello spazio a disposizione si aggroviglia su se stesso proseguendo:
"La sinistra non è cambiata". Ma dal palco della festa Pdl, Berlusconi non demorde e compie l'ultimo affondo ancora contro "questa sinistra che non è cambiata. Vorrebbe trasformare il paese in una piazza urlante che condanna, quando in passato sono stati adoratori di tiranni sanguinari come Stalin, Mao e Pol Pot". "In Afghanistan - spiega - ci siamo e ci staremo perché abbiamo il dovere di costruire la democrazia, altrimenti le conseguenze ricadrebbero su tutti noi".
Forse sfugge all'imitatore di mentecatto che Hitler, Mussolini, Franco e tutti i dittatori coperti dalla Cia e dal vaticano non erano esattamente comunisti; poverino, uno ridotto così va solo compatito...
Ma non si ferma, è un portatore sano di cazzate a iosa:
Crisi: "Il peggio è alle nostre spalle". Sulla crisi, l'ottimismo di sempre: "Non dobbiamo avere paura, il peggio è alle nostre spalle". Poi una bordata contro l'opposizione: "Loro hanno fatto il tifo per la crisi, e molte categorie di lavoratori statali e pensionati, che non hanno subito alcun contraccolpo negativo, hanno ridotto i consumi perché attanagliati dalla paura. Ma è proprio la paura che dobbiamo sconfiggere, il governo è vicino alle imprese e al paese".
Qualcuno dica al ridicolo domatore di pulci che se la finanza comincia ora a rialzare la testa, le conseguenze sull'occupazione e dunque sulla produzione si devono ancora vedere da noi; ma tant'è, inutile far ragionare un simile sparacazzate:
"Nessun litigio nel Pdl". Sulle alleanze politiche, Berlusconi cancella i dubbi su possibili screzi nella coalizione: "Non c'è stato alcun litigio" nel Pdl "come vogliono far credere le gazzette di sinistra", ma un "confronto di posizioni". Così il premier liquida i contrasti con Fini e i dubbi su possibili screzi con Bossi: "Con la Lega abbiamo un'amicizia, un affetto ed una maggioranza che nessuno riuscirà ad allentare".
Nel mondo allucinato nel quale il poverino vive ci si vive male da fuori: RINCHIUDETELO!
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