il manifesto del 28 Novembre 2007
l'appello
Una rete per dire no al sistema di morte
Alex Zanotelli
Pubblichiamo di nuovo l'appello contro le spese militari a cui hanno già aderito in tanti. Per ulteriori adesioni: alex.zanotelli@libero.it
Rimango esterrefatto che la sinistra radicale (la cosiddetta Cosa rossa) abbia votato, il 12 novembre con il Pd e tutta la destra , per finanziare i Cpt, le missioni militari e il riarmo del nostro paese. Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e i media. Ma anche nel quasi totale silenzio del «mondo della pace».
Ero venuto a conoscenza di tutto questo poche ore prima del voto. Ho lanciato subito un appello in internet : era già troppo tardi. La «frittata» era già fatta. Ne sono rimasto talmente male, da non avere neanche voglia di riprendere la penna. Oggi sento che devo esternare la mia delusione, la mia rabbia.
Delusione profonda verso la sinistra radicale che in piazza chiede la chiusura dei «lager per gli immigrati», parla contro le guerre e l' imperialismo e poi vota con la destra per rifinanziarli. E sono fior di quattrini! Non ne troviamo per la scuola, per i servizi sociali, ma per le armi sì. E tanti! Infatti la Difesa per il 2008, avrà a disposizione 23,5 miliardi di euro: un aumento di risorse dell'11 per cento rispetto alla finanziaria del 2007, che già aveva aumentato il bilancio militare del 12 per cento. Il governo Prodi in due anni ha già aumentato le spese militari del 23 per cento!
Ancora più grave per me è il fatto dei soldi investiti in armi pesanti. Due esempi sono gli F35 e le fregate Fremm. Gli F35 (i cosiddetti Joint Strike Fighter) sono i nuovi aerei da combattimento (costano circa 110 milioni di euro cadauno). Il sottosegretario alla Difesa Forcieri ne aveva sottoscritto, a Washington, lo scorso febbraio, il protocollo di intesa.
In Senato, alcuni (solo 33) hanno votato a favore dell' emendamento Turigliatto contro il finanziamento degli F35, ma subito dopo hanno tutti votato a favore dell'articolo 31 che prevede anche il finanziamento ai satelliti spia militari e le fregate da combattimento Fremm.
Per gli F35 sono stati stanziati 318 milioni di euro per il 2008, 468 per il 2009 , 918 milioni per il 2010 , 1.100 milioni per ciascuno degli anni 2011 e 2012 !
Altrettanto è avvenuto per le fregate Fremm e per i satelliti spia.
E' grave che la sinistra, anche quella radicale, abbia votato massicciamente per tutto questo, con la sola eccezione di Turigliatto e Rossi, e altri due astenuti o favorevoli. Purtroppo il voto non è stato registrato nominativamente! Noi vogliamo sapere come ogni senatore vota.
Tutto questo è di una gravità estrema. Il nostro paese entra così nella grande corsa al riarmo che ci porterà dritti all'attacco all'Iran e alla guerra atomica .
Trovo gravissimo il silenzio della stampa su tutto questo: una stampa sempre più appiattita.
Ma ancora più grave è il nostro silenzio: il mondo della pace che dorme sonni tranquilli. E' questo silenzio assordante che mi fa male. Dobbiamo reagire, protestare, urlare.
Il nostro silenzio, il silenzio del movimento per la pace significa la morte di milioni di persone e dello stesso pianeta. La nostra è follia collettiva, pazzia eretta a sistema. E' il trionfo di « O. Sistema». Dobbiamo riunire i nostri fili per legare il Gigante, l'Impero del denaro. Come cittadini attivi non violenti dobbiamo formare la nuova rete per dire No a questo sistema di morte e un Sì perché vinca la vita.
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( 3 / 86 )Come definire chi picchia, arresta e sbatte in galera gli oppositori politici se non odioso fascista? Se dall'Australia qualche timido segnale positivo giunge dal cambio al vertice dopo moltissimi anni di servilismo agli Usa, dalla Russia del dittatore Putin le cose prendono tutt'altra direzione. E i nostri governi, uno dopo l'altro, sempre più servilmente stringono accordi commerciali proprio con questo avanzo di kgb, come l'Eni stigmatizza. Che il regime di Putin uccida giornalisti non asserviti come la Politkovskaja o avveleni con la diossina i capi di governo che abbozzano pallide dissidenze (la vecchia rivoluzione arancione, poi anch'essa tradita) o ammazzi spie con armi nucleari come a Londra, le cui vie rimarranno radioattive per secoli e i cui cittadini sono morti trasformati in "danni collaterali", poco importa. Ecco il clima di collusione dei governi europei, il nostro incluso, che accondiscende per soldi e per soldi è disposto a chiudere entrambi gli occhi, col risultato di divenire complice delle squadracce del nuovo duce post-comunista esperto d'arti marziali. Ansa:
"SAN PIETROBURGO (RUSSIA) - Decine di oppositori sono stati picchiati e arrestati dalle truppe antisommossa russe a San Pietroburgo prima che si svolgesse una manifestazione non autorizzata contro il presidente Vladimir Putin, a una settimana dalle elezioni. Lo ha reso noto una giornalista dell'agenzia France Presse sul posto.
Le truppe antisommossa hanno preso a manganellate un gruppo di militanti dell'estrema sinistra, i nazional-bolscevici del movimento dello scrittore Eduard Limonov, che poi sono stati caricati su un furgone e portati via. Gli incidenti hanno causato l'arresto di una cinquantina di manifestanti, tra cui il leader locale del partito di opposizione Iabloko, Maxim Reznik. Ieri a Mosca vi erano stati incidenti analoghi ad una marcia anti-Putin durante la quale era stato arrestato (e poi condannato a cinque giorni di carcere) uno dei leader del movimento di opposizione Altra Russia, l'ex campione di scacchi Garry Kasparov.
L'oppositore russo liberale Boris Nemtsov, che ha dichiarato l'intenzione di candidarsi per le elezioni presidenziali previste in Russia per marzo 2008, è stato fermato e poi subito rilasciato dalla polizia antisommossa".
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( 3 / 114 )Perché siamo lì? Finora la fortuna aveva assistito i militari italiani, oggi un altro morto ammazzato. Era solo questione di tempo. Come ha dichiarato Prodi è stato "L'eroico sacrificio del maresciallo capo Daniele Paladini, caduto in Afghanistan per impedire che il gesto ignobile di un kamikaze provocasse danni ancora più gravi tra la popolazione civile..” ed è vero; ma il punto è: qualcuno si ricorda perché siamo lì? Per punire i capri espiatori delle torri gemelle? Per portare la democrazia alle tribù in perenne, reciproca lotta per il predominio? Per l’oppio?
O più realisticamente per sottomesso servilismo al criminale che ha innescato tutto questo, l’onnipotente nazifascista al potere negli Usa?
Questo nostro caduto ha eroicamente fermato il kamikaze prima che questo potesse farsi esplodere tra la folla presente all’inaugurazione di un ponte, dunque merita l’aggettivo di eroe, almeno in base a quello che ci raccontano; ma il punto è che se quel maledetto pazzo di bush non avesse bombardato quel ponte in nome di Dio, violentando il buon senso in cerca di petrolio a buon prezzo, oggi in Afghanistan non ci sarebbe stato nessun bisogno di eroi.
E il petrolio tocca i cento dollari. E il dollaro vale carta straccia.
Daniele Paladini non è morto invano pensando a quanti civili ha salvato ma è morto invano pensando a perché siamo lì. E’ l’ennesimo cadavere sulla coscienza dell’intera catena delle responsabilità, da bush allo psiconano servitore, da Prodi e le sue finanziarie guerrafondaie ai duri e puri della “sinistra radicale” che quell’intervento hanno approvato e sostenuto col loro complice voto.
Adesso Rainvest ci bombarderà con l’insana tiritera del “continuare in nome del suo sacrificio” ed altre immonde boiate del genere, primo tra tutti m’aspetto stasera lo sciacallo di Rai1, quello che lucra sulle tragedie altrui.
Uomini liberi, alzate la testa se ancora ne siete in possesso, per evitare altri evitabilissimi, inutili eroi.
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( 3.1 / 91 )E mica solo questi due. Penso ai tanti che con un euro in mano sono andati a votare incitati dallo psiconano per un quesito che grosso modo, a livello di significato, suonava grosso modo così: “vuoi mandare a casa Prodi?”; quanti hanno risposto “Si” si sono praticamente sentiti rispondere: “.. allora, col vostro euro, vi fondo un altro partito..”. Roba da matti. Lo credo che sono neri.
I due della foto invece si guardano in cagnesco perché al momento l’uno compie azioni “politiche” per fregare l’altro, col risultato di disgregare ufficialmente la ridicola casa delle libertà che disgregata era già di fatto da un bel pezzo.
Dopo Atene che piange guardiamo Sparta che di certo non ride: anche l’esperienza dell’Unione è bella che finita, come dice Di Pietro che dichiara di non voler mai più avere a che fare con la sinistra di Rifondazione, Turigliatto e Pdci, colpevoli di premere per il programma originale contro quello varato in una notte in piena crisi di governo, non votato da nessuno se non dai politicanti complici.
Tutti parlano di bipolarismo sorpassato e ricercano il proporzionale.
Insomma ha ragione da vendere Oliviero Beha quando col suo Italiòpoli dice che quelli che in apparenza sembrano opposti schieramenti sono in realtà nient’altro che organizzazioni che si sostengono a vicenda con un tacito patto di mutuo soccorso, dando a vedere una lontananza in realtà costruita in camerino.
Allora gli incazzati neri, quelli veri, siamo noi che siamo stati raggirati da questi commedianti. Libertà ai Cittadini onesti da questi profanatori dei nobili ideali democratici.
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( 3 / 81 )Stavolta non c'erano quelli di Pollari travestiti da black-block a devastare e a depistare. Oggi solo gente per bene.
Ansa:
"E' stata una festa della democrazia, una manifestazione composta, pacifica, come avevamo detto. Ora la palla passa alla politica. Devono subito tornare a discutere della Commissione d'inchiesta parlamentare per i fatti del G8" dicono gli organizzatori del corteo che si è svolto nel pomeriggio a Genova e che ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone (oltre 50mila secondo gli organizzatori). Obiettivo centrato, si sottolinea con soddisfazione, a dispetto dei "profeti di sventura, rivelatesi inutili Cassandre". "Serietà" nella gestione dell'evento è stata riconosciuta anche alle istituzioni, "al prefetto, al sindaco e al questore". Come concordato, tra l'altro, il corteo è sfilato dalla Stazione Marittima a piazza De Ferrari nella quasi totale assenza di divise delle forze dell'ordine.
"E' uscito il sole, è calato il vento, questa è una bufera pacifica con migliaia di ragazzi non strumentalizzati" ha affermato fin dal suo arrivo don Andrea Gallo, il prete di strada fondatore della comunità di San Benedetto al porto che ha voluto proprio i suoi ragazzi in testa al corteo ad aprire con lo striscione "La storia siamo noi". E dietro allo striscione nessuna bandiera politica ma un serpentone di persone in un corteo lungo due chilometri e mezzo, che ha intonato vari slogan, tra cui "Genova libera" a "Carlo Giuliani è vivo e lotta con noi, le nostre idee non moriranno mai". Lungo il percorso della manifestazione, è comparsa su un muro nei pressi del Porto Antico la scritta "10-100-1000 Raciti e Narririya, polizia assassina" e contro le forze dell'ordine sono piovuti insulti e slogan dei settori anarchici e dei centri sociali, collocati al centro del grande corteo. Tra gli slogan e le scritte "un paese senza giustizia, con un Governo che non è di sinistra", "Polizia assassina". "Non lasciatevi provocare. Qui se non ci aiutiamo da noi non ci aiuta nessuno. Smentite i profeti di sventura!", ha detto il prete rivolgendosi ai manifestanti col megafono che ha letto anche lo stralcio di un messaggio inviato da padre Alex Zanottelli dove si affermava: "E' grave far ricadere i fatti di Genova su 25 capri espiatori mentre i veri responsabili sono stati promossi ad alte cariche di stato. Questa non è democrazia". Ed ha chiesto che il governo Prodi quanto accaduto nel 2001 come "evento storico in difesa della democrazia". Nel corteo anche il segretario del Prc Franco Giordano che ha affermato: "Alla fine sarebbe paradossale se a pagare per quanto accaduto a Genova fossero solo i manifestanti. E sembra francamente esagerata anche la richiesta di pena" chiesta dai giudici di Genova per 25 manifestanti. Il leader di Rifondazione ha poi sottolineato che "la cosa indispensabile oggi è che ci prendiamo la responsabilità di dare vita alla Commissione parlamentare di inchiesta sul G8, altrimenti diventiamo complici di quelle che sono state definite le 'giornate cilene', che perfino un agente di polizia che vi ha partecipato ha definito 'macelleria messicana'". A fare da colonna sonora al corteo la tromba di Roy Paci e la musica di Assalti frontali, che parlando alla folla hanno ricordato l'uccisione di Gabriele Sandri e la morte in carcere di Aldo, "pestato dalle guardie e lasciato a morire in una cella per aver coltivato le sue piantine di marijuana". Per questo ha ricordato il leader del gruppo rapper "non ci sono governi amici e non ci sono amici al governo".
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