Le mafie vincono ancora 

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Dopo la privatizzazione dell'acqua le mafie segnano un'altra vittoria nel parlamento che governano indisturbate:

ROMA - Il sottosegretario Nicola Cosentino incassa in un giorno due voti favorevoli: il no della Giunta per le autorizzazioni della Camera alla richiesta di arresto nei suoi confronti ed il no del Senato alle mozioni dell'opposizione (Pd e Idv) che chiedevano le sue dimissioni dal governo. Per quanto riguarda la richiesta di arresto, la parola definitiva la dirà l'aula di Montecitorio tra un paio di settimane. La prima buona notizia per il sottosegretario arriva di prima mattina, quando la Giunta per le autorizzazioni a procedere delle Camera, respinge la richiesta della magistratura campana di custodia cautelare per concorso esterno in associazione mafiosa.

Questo personaggio non solo è in parlamento ma addirittura nel governo berlusconi (è sottosegretario) e con un incarico del tutto adeguato ad un sospettato per concorso esterno in associazione mafiosa: dirige l'ente che maneggia tutto il denaro italiano. I lupi suoi complici non lo mordono.

Questo parlamento è tenuto per le palle dalla mafia.


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Autostronzo 

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ROMA - Non usa mezzi termini Gianfranco Fini per definire chi usa "qualche parola di troppo" nei confronti degli immigrati, che il presidente della Camera non esista a definire degli "stronzi".
Nel corso di un incontro nel centro 'Semina' con i ragazzini, per la maggioranza stranieri tra gli 8 e i 18 anni di età, della associazione 'Nessun luogo e' lontanò, Fini ha fatto diverse domande ai ragazzini presenti: "Qualche volta vi pesa essere qui? C'é qualcuno che ve lo fa pesare? O qualche volta c'é qualche stronzo che dice qualche parola di troppo?".
I ragazzini ridono e il presidente della Camera prosegue: "Uso questa parola perché se qualcuno dice che siete diversi la parolaccia se la merita: voi la pensate io la dico".


Ricordo che la legge oscena, discriminante e razzista che sta riempiendo le carceri di migranti ai quali è addebitato l'insensato "reato di clandestinità", escremento legislativo fascista, si chiama "Legge Bossi-Fini".

Autostronzo.


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Nuova vittoria della mafia in parlamento 

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Senza parole:

ROMA - Si' definitivo dell'Aula della Camera al decreto legge Ronchi, gia' approvato dal Senato e il cui 'cuore' e' la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. I voti a favore sono stati 302, 263 quelli contrari. Sul testo ieri il governo ha incassato la fiducia. In Aula a votare c'era anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Contestazione nell'Aula della Camera da parte dei deputati dell'Idv al momento della votazione finale sul decreto Ronchi. Appena il presidente Gianfranco Fini ha proclamato il risultato della votazione, i dipietristi hanno innalzato dei cartelli con su disegnata la Penisola italiana e la scritta ''Giu' le mani dall'acqua''. Fini ha fatto subito intervenire i commessi per togliere i cartelli, invitando i deputati dell'Idv a ''un contegno consono all'Aula''. Alla scena assisteva il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che aveva partecipato alla votazione. A lui Franco Barbato (Idv) ha gridato: ''Don Silvio, baciamo le mani!''.


Non c'è che dire, un bel regalo dei referenti della mafia in parlamento a cosa nostra.


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Il nano perde il lodo (alfano) ma non il vizio 

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Tante volte ha provato a far passare quella porcheria indegna di legge per salvarsi il posteriore, anche se per conseguenza questo avrebbe mandato in vacca l'intero mondo della Giustizia, tutte le volte alla fine è stato bocciato perchè inequivocabilmente una ingiusta porcheria indegna. Ora ci riprova:

ROMA - Il ddl sul processo breve e' stato presentato dal gruppo Pdl e sottoscritto dalla Lega al Senato. Firmatari Gasparri e Quagliariello. Il ddl, composto da 3 articoli, prevede, tra l'altro, la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati ''inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione'' se sono trascorsi piu' di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la sentenza. Il provvedimento entra in vigore il giorno dopo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

non mancano le voci contrarie (in apparenza, vedremo i voti!!!):

BALDASSARRE: IL DDL E' INCOSTITUZIONALE - "Incosituzionale" e "inbarazzante": così il presidente emerito della Consulta Antonio Baldassarre, considerato vicino al centro destra, giudica il ddl sul processo breve. E spiega ,dicendosi "desolato innanzitutto come cittadino", che il provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perché si applica a "reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione" mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni "lievi". "Non è una cosa seria,visto che stiamo parlando di leggi e non di regali".
[...]
ANM: DDL DEVASTANTE, DUBBI COSTITUZIONALITA' - Una riforma con "effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia": così l'Associazione nazionale magistrati giudica il ddl sul processo breve. E parla di "inevitabile prescrizione per reati gravi", esprimendo "forti dubbi di costituzionalità". La lettura del disegno di legge sul "processo breve" "conferma e aggrava le forti perplessità già espresse ieri dall'Anm nell'incontro con la Consulta per la giustizia del Pdl", affermano in una nota il presidente Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini. E spiegano: "gli unici processi che potranno essere portati a termine saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni, che pone forti dubbi di costituzionalità. E' impensabile, infatti, che il processo per una truffa di milioni di euro nei confronti dell'imputato incensurato si estingua, mentre debba proseguire il processo per una truffa da pochi euro, commessa da una persona già condannata, magari anni prima, per altro reato". "Saranno invece destinati a inevitabile prescrizione - avvertono - tutti i processi per reati gravi, quali abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino". Per tutti questi reati "sarà impossibile arrivare a una sentenza di primo grado entro due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio, quindi sarà sempre impossibile accertare i fatti. Più che di una amnistia, si tratta di una sostanziale depenalizzazione di fatti di rilevante e oggettiva gravità". "Truffatori di professione, evasori fiscali, ricettatori, corrotti e pubblici amministratori infedeli che non abbiano già riportato una condanna, avranno la certezza dell'impunità" sottolineano ancora Palamara e Cascini, che poi puntano l'indice anche contro la norma transitoria che estende ai processi in corso l'applicazione delle nuove disposizioni. "E' destinata a determinare - dicono - l'immediata estinzione di decine di migliaia di processi, anche per fatti gravi. Per limitarci a qualche esempio, la legge provocherà l'immediata estinzione di gran parte dei reati nei processi per i crac Cirio e Parmalat, per le scalate alle banche Antonveneta e Bnl, per corruzione nel processo Eni-Power.


E' proprio vero: il nano perde il lodo ma non il vizio!


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Non fatevi fottere anche stavolta 

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Certo, potremmo definirlo un pirla. Imperdonabile andare a trans con una famiglia alle spalle della quale è da vigliacchi ricordarsi solo quando scoppia il casino. E Marrazzo si dimette:

ROMA - Il giorno della fine dell'uomo pubblico Piero Marrazzo inizia con la fuga da casa e la determinazione a dimettersi subito. Recidere tutti i fili con una vita che è già passato, iniziata il 4 aprile 2005 con una vittoria insperata sul favoritissimo governatore del Lazio uscente Francesco Storace. Una vita da abbandonare, quella da Presidente della Regione Lazio, travolta da uno scandalo, un video con un trans e quattro carabinieri ricattatori. Fuggire da casa non per essere lontano dalla famiglia ma per rifuggire dai riflettori, da quella pressione mediatica che lui, da giornalista, conosce molto bene: via dall'assedio di telecamere e reporter per trovare rifugio in una struttura religiosa.
E' mattina quando Marrazzo saluta la moglie Roberta, vicina a lui e incrollabile fino alla fine, e accompagnato da quelli che sono soprattutto i suoi amici piu che collaboratori, decide di passare parte di quello che burocraticamente è definito "impedimento permanente" in una struttura religiosa.


MA ATTENZIONE, proviamo a riassumere gli elementi fondamentali della vicenda:
1) in ballo c'è il governo di una delle due maggiori regioni, sia in termini di denaro movimentato che di cittadini dunque di voti;
2) una casa privata;
3) pedinamenti;
4) carabinieri;
5) carabinieri corruttori;
6) qualcuno gira un video, non si sa chi;
7) i servizi segreti italiani dipendono direttamente dalla presidenza del consiglio.

Vi viene in mente niente?


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