Comincia una pericolosa altalena 

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Bah. Dopo essersi dato da fare due mesi fa per mantenere (anche se in parte) la promessa elettorale, oggi prosegue col ridimensionamento della riforma della sanità:

NEW YORK - No al polo pubblico ma anche, ed é una novità, un giro di vite per il caro-mutua. Il compromesso della Casa Bianca sulla riforma della sanità prende come base il testo approvato dal Senato la vigilia di Natale con qualche concessione alla versione della Camera. Il piano, che si prefigge di dare un'assicurazione a 31 milioni di americani attualmente senza assistenza sanitaria, ha un costo di 950 miliardi di dollari, 75 miliardi di dollari in più di quanto previsto al Senato ma meno che alla Camera. La proposta, che non contempla l'opzione pubblica cara ai liberal, prevede l'istituzione di una commissione federale che vigili sull'aumento dei premi di assicurazione, un punto introdotto da Obama rispetto ai testi varati dai due rami del parlamento.

Intanto però Obama ha scosso i suoi sostenitori di tutto il mondo annunciando uno scellerato ritorno al nucleare, dopo vent'anni dal drammatico incidente. La cosa atroce è che questo suicidio tecnologico viene fatto passare per "energia verde", un insulto al concetto di sviluppo sostenibile.

Altro colpo alla fiducia che il mondo ha riversato su Obama viene dall'aumento insopportabile delle stragi di civili in Afghanistan, commessi "per sbaglio":

Gli aerei Isaf hanno bombardato un'area nella provincia di Uruzgan, nel centro dell'Afghanistan. Tra i morti ci sono donne e bambini. I feriti sono almeno 14, ha precisato il portavoce del ministero, Zemarai Bashary. Il raid è stato effettuato ieri: l'obiettivo erano tre veicoli sospetti. L'Isaf ha confermato in un comunicato che alcuni civili sono stati uccisi nella provincia di Uruzgan, senza precisare il numero.
L'attacco aereo è stato confermato oggi dalla stessa Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf). In un comunicato diramato a Kabul si sostiene che esso ha avuto per obiettivo "un gruppo di sospetti insorti che si riteneva fossero in marcia per attaccare una unità congiunta di militari afghani e dell'Isaf". "Un bombardamento aereo - si dice ancora - ha causato un certo numero di morti e feriti". Una volta sul posto, conclude il comunicato, le forze di terra "hanno trovato donne e bambini, ed hanno trasportato i feriti in installazioni sanitarie".
Il generale Stanley McChrystal, comandante della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) in Afghanistan ha manifestato ''profonda tristezza'' per l'uccisione per errore di un gruppo di civili nella provincia meridionale di Uruzgan.


Questa politica di un colpo al cerchio e uno alla botte comincia a stancare persino i più pazienti: cure ai più poveri, insensate centrali nucleari, stragi afgane. Obama, da che parte stai?


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Un'importante promessa mantenuta 

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Una delle sue più importanti promesse elettorali, bisogna riconoscerlo, l'ha mantenuta e alla grande. La maggioranza degli statunitensi l'ha eletto anche e soprattutto per questo: la fiducia di tutta quella gente è stata ben riposta, almeno per questo importante aspetto.

NEW YORK - Il Senato degli Stati Uniti ha approvato la sua versione della riforma della sanità. Il Senato ha adottato la legge di riforma 60 voti a favore e 39 contro, sotto la presidenza del vice-presidente Joe Biden che ha poi raggiunto il presidente Obama alla Casa Bianca per una dichiarazione. La riforma deve passare adesso attraverso un complesso processo di conciliazione con il testo della Camera che ha varato una sua versione della legge ai primi di novembre. Per approvare il pacchetto di misure tese a dare la mutua a 30 milioni di americani che attualmente non l'hanno serviva la maggioranza semplice dei presenti. I democratici hanno dato un forte segnale politico dimostrando l'unità del gruppo dopo settimane di divisioni sull'insieme delle misure da portare in aula.
Tecnicamente la riforma sanitaria taglierà il filo di lana solo tra qualche settimana quando Camera e Senato, dopo avere unificato i due testi approvati (la Camera il mese scorso e il Senato oggi), torneranno a votare il testo finale per poi inviarlo alla firma del presidente Barack Obama.
Ma la vera battaglia politica si chiude con il voto del Senato che consente al presidente Obama di partire per le sue vacanze natalizie alle Hawaii (che aveva rinviato per seguire da Washington le battute finali della battaglia al Congresso) con la certezza di avere mantenuto la promessa più importante fatta agli americani: dare la copertura sanitaria a 30 milioni di cittadini che ne erano privi, il punto più importante della sua agenda legislativa per il suo primo anno alla Casa Bianca. Per decenni una lunga serie di inquilini della Casa Bianca aveva cercato di spingere la riforma della assistenza sanitaria (una necessità che nessuno ha mai messo in dubbio) attraverso le acque insidiose del Congresso. Ogni volta il tentativo era naufragato.


Che tristezza per noi italiani vedere cosa potrebbe essere la politica guardando a questi esempi e cosa invece è diventata da noi: mentre oltre oceano vediamo ammirati un politico che mantiene le promesse da noi squallidi figuri, più simili a maleodoranti escrementi decomposti che avanzano a colpi di circonvenzione d'incapace vigliaccamente nascosti dietro le colpevoli braghe vaticane.


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Se non la smettiamo SUBITO col petrolio il pianeta è spacciato 

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Un appello drammatico: le isole ad est dell'Australia stanno per essere sommerse dagli effetti del riscaldamento globale.
Seguite questi link per farvi un'idea di quanto l'informazione in Italia sia falsa, ci avevano persino detto che di ghiaccio ce n'era a volonta, ricordate?

(di Michele Esposito)
ROMA - Terra, acqua, aria, fuoco: nessuno dei quattro elementi sfuggirà in un prossimo futuro agli effetti del riscaldamento globale. Che, in caso di fallimento del vertice di Copenaghen, produrrà in Italia e nel mondo un vero ecodisastro, fatto di estati roventi, innalzamento del livello del mare, impoverimento delle terre ed escalation di incendi. A sostenerlo è il Met, il servizio metereologico britannico che, in una mappa interattiva, traccia uno scenario apocalittico per il pianeta, in caso di mancato accordo sul clima. Secondo la ricerca, mostrata oggi alla residenza dell'ambasciatore britannico in Italia Edward Chaplin in occasione della presentazione della campagna 'In marcia per il clima', tra le aree più colpite ci sarà quella del Mediterraneo, Italia inclusa.
Nel giro di 80 anni infatti, le estati italiane avranno, nei giorni più caldi, una temperatura di circa 8 gradi maggiore di quella che, in media, caratterizzava l'era pre-industriale. Non solo. Le risorse acquifere - laghi e fiumi in primo luogo - subiranno una riduzione del 70%, mentre le foreste saranno decimate dagli incendi. E all'aumento della temperatura si accompagneranno anche prolungati periodi di siccità, con una conseguente riduzione della produzione agricola, alimentata solitamente dai terreni umidi.
Tuttavia sarà l'intero pianeta a subire l'impatto del surriscaldamento globale, anche se in maniera non uniforme. Oltre all'area mediterranea, l'Africa meridionale e il Sud est Asiatico subiranno i danni maggiori. Nella prima l'aumento della temperatura (più 7 gradi) e la siccità ridurranno le colture di granoturco e frumento almeno del 40% entro la fine del secolo. Mentre l'Indocina, oltre agli effetti già rilevabili in altre parti del pianeta, sarà colpita da cicloni di anno in anno più intensi e distruttivi.
Un mondo senza un vero accordo sul clima avrà - secondo i ricercatori britannici - oceani con alto tasso di acidità e con una bassa densità di fauna marina. Le barriere coralline saranno profondamente danneggiate.
Il livello del mare salirà di circa 80 centimetri, in primo luogo a basse latitudini. Mentre al 60% la Groenlandia, entro un secolo, sparirà, sommersa da un mare che in prossimità dell'Artico si innalzerà di 7 metri. Infine, tre miliardi di persone, entro il 2080, a causa dell'aumento della temperatura globale (più 4 gradi), potrebbero vivere in territori affetti da scarsa disponibilità di acqua.
"Sarà la riunione più importante dalla seconda guerra mondiale", ha affermato - riprendendo le parole dell'ex economista della Banca mondiale Lord Stern - l'ambasciatore Chaplin. Che ha anche evidenziato come al disastro ambientale seguirà anche un calo dell'occupazione. A dispetto di quanto accade con le economie sostenibili: "In Gran Bretagna, nel settore dei beni e servizi ambientali, abbiamo già creato 800 mila posti di lavoro", ha precisato Stephen Lowe, consigliere per gli Affari globali.


La soluzione come vedono benissimo all'estero ma che la cecità veterobigotta del nostro governo di nani e ballerine ignora, è nella riconversione industriale al verde: altro che chiusura di stabilimenti Fiat e amici petrolieri. Il governo berlusconi sta suicidando l'Italia.


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Si, decisamente un Nobel sprecato. 

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BRUXELLES - Sono almeno 25 i paesi che hanno dichiarato disponibilità ad inviare rinforzi in Afghanistan e ad oggi le truppe aggiuntive che verranno inviate nel 2010 sono almeno 7000. Lo ha annunciato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, al termine della riunione tra i paesi che partecipano alla missione Isaf.
Nel 2010 - ha spiegato Rassmussen - ci saranno cosi' 37 mila uomini in piu' rispetto all'anno prima. I ''44 paesi hanno chiaramente ribadito che restano uniti'' in questa missione lanciando un ''forte messaggio di solidarieta''', ha proseguito il segretario generale della Nato nel corso della conferenza stampa al termine della prima sessione dei lavori della ministeriale, dedicata all'Afghanistan. Rasmussen ha poi spiegato che c'e' stato un accordo condiviso per una nuova 'road map' sull'Afghanistan con piu' fondi e risorse a fronte del quale anche il governo afghano dovra' fare la sua parte.
[...]
L'ITALIA MANDERA' 1000 SOLDATI
ROMA - Luce verde dall'Italia alla richiesta degli Usa di aumentare il contingente in Afghanistan: nel 2010 saranno 1.000 i militari in più (oggi sono circa 2.700), ma ci sarà anche un orizzonte temporale definito per la fine della missione: il 2013. Queste le decisioni del Consiglio dei ministri di oggi, ulteriori dettagli saranno definiti domani nell'incontro tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il segretario di Stato americano Hillary Clinton a Bruxelles, a margine della riunione dei ministri degli Esteri della Nato. Sarà poi il Parlamento a 'ratificare' l'aumento. Dalla Nato e dagli Stati Uniti è giunto immediato il grazie per la decisione.


Quando c'è da fare una grandissima cazzata questo nostro governicchio non si tira mai indietro (sulla pelle degli altri: armiamoci e partite..)


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Nobel sprecato? 

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Ammetto, in queste settimane sono rimasto a guardare; certo, la riforma della sanità statunitense è un grande impegno che questo Presidente sta portando avanti, dando attuazione alle sue promesse elettorali.
Quello che mi ha però bloccato nella finora ininterrotta serie di commenti positivi è questa cosa del Nobel: gli hanno dato il premio Nobel per la pace. Bah.
Forse hanno pensato alla conquista di pari dignità tra gente dalla pelle diversa ma la cosa ha un aspetto drammatico: gli USA sono un paese in guerra!

Di più: subito dopo l'annuncio del Nobel Obama ha inviato 16.000 nuovi soldati in Afghanistan senza dare l'annuncio, come se si vergognasse di farlo dopo aver ricevuto l'alta onorificenza. Ora pare ne voglia inviare altri 30.000 (!), portanto il numero delle unità sul campo (... quelle ancora vive...) a 140.000.

Nobel per la pace?

NEW YORK - Il presidente Barack Obama ha detto che è sua intenzione "finire il lavoro" in Afghanistan. Obama ha parlato del processo decisionale sull'invio di rinforzi in una conferenza stampa alla Casa Bianca con il premier indiano Manmohan Singh.
Il presidente Usa ha ribadito che smantellare le rete terroristica di al Qaida rappresenta ''un interesse nazionale'' per gli Stati Uniti. Obama ha giustificato l'intenzione degli Usa di inviare rinforzi in loco, per una operazione definita di carattere ''complessivo''.
La nuova strategia sull'Afghanistan - ha detto ancora Obama - verra' annunciata ''presto'' agli americani, dopo il giorno del ringraziamento, in calendario giovedi'.


Adesso va bene tutto ma Nobel per la pace a uno che fa una cosa così pare effettivamente assoluta minchiata.


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