Ci mancava Katrina 
Pare proprio che questa estate 2005 non voglia riservarci alcun segnale distensivo. Dopo la raffica di una decina di incidenti aerei, tutti dovuti a cause tecniche pare al momento, con centinaia di morti, ci si mette anche la natura, anche se, come vedremo, il vero colpevole è un altro.
Un’altra tragedia ha colpito il pianeta, con decine di migliaia di morti. Stavolta si è trattato di una catastrofe naturale di enormi dimensioni. Si tratta di un evento disastroso, un enorme uragano di tipo 4 in una scala i cui estremi vanno da 1 a 5, al quale è stato assegnato un nome di donna, Katrina appunto, che si è abbattuto sulla città di New Orleans.
Perché parlarne in un libro che si occupa dell’amministrazione Bush? Semplice. Anche in questa occasione si è drammaticamente verificato l’assunto già ripetutamente espresso in questo contesto, cioè che Bush ha sbagliato proprio tutto. E che George Walker Bush è un criminale. La drammatica gestione della catastrofe avvenuta nella culla della cultura nera nordamericana ne è la tragica e purtroppo mortale, ennesima dimostrazione.

SITUAZIONE E PERICOLI
In questi primi giorni di settembre giornali e telegiornali descrivono e mostrano scene raccapriccianti di una realtà spettrale, più simile ad uno scenario di guerra che ad una grande città nordamericana. L’esercito presidia le strade con mezzi corazzati, la cui presenza pare ricordare i tanti film di guerra a cui l’azienda cinematografica Usa ci ha abituato. Sembra l’Iraq ma è America. Sembra un film, ma è una catastrofe. Contro gli innumerevoli episodi di sciacallaggio, ormai una specie di costante in quei luoghi dimenticati da Bush, l’esercito ha licenza di uccidere. Avete capito bene, non sto scherzando: ha proprio licenza di uccidere. L’uragano ha distrutto, allagandole, anche molte installazioni petrolifere Usa nel Golfo del Messico, finendo così per contaminare le acque con gli agenti chimici utilizzati per raffinare il greggio. Nei giorni immediatamente seguenti il disastro, il prezzo del greggio ha superato i 75 dollari il barile. Inevitabili le ripercussioni a livello economico in tutto il mondo. Non è un problema da poco: Bush è stato costretto ad utilizzare le scorte di petrolio che ha in casa, causando inevitabilmente un considerevole aumento del prezzo della benzina per gli stessi cittadini nordamericani, sorpresi e del tutto impreparati a confrontarsi con problematiche invece ben note a noi italiani, che sopportiamo da molto tempo di pagare i nostri rifornimenti circa il triplo rispetto al vero costo della benzina (ma su questo ci sarebbe così tanto da dire che la cosa porterebbe fuori tema). Fin qui non sembrerebbero esserci a prima vista responsabilità evidenti dell’amministrazione Bush. Ma non è così.

SULLA COSCIENZA DI BUSH
La città di New Orleans è stata costruita circa due metri sotto il livello delle acque. A sua protezione una sorta di enorme argine, realizzato a suo tempo e già spesse volte oggetto di richieste d’attenzione, dato che un cedimento di quella struttura avrebbe sicuramente comportato la distruzione della città. Il malvagio presidente Bush ha dichiarato che una tale catastrofe era imprevedibile. Nulla di più falso. L’ennesima, incredibile menzogna.
Ecco una delle tante testimonianze in grado di fornire l’ennesima dimostrazione delle tragiche menzogne dell’imperatore Bush. Riporto di seguito un estratto dall’articolo di Bruno Marolo, corrispondente da Washington e pubblicato su L’Unità di sabato 3 settembre 2005.

[…] Ecco un dispaccio dell’Associated Press con la data del 16 maggio 2004: “Gli esperti hanno avvertito che se un uragano colpisse New Orleans, migliaia di persone potrebbero essere uccise e la città potrebbe essere allagata per settimane se l’acqua rompesse le chiuse che circondano la città, costruita in una conca sotto il livello del mare”. Dal 19 al 23 luglio 2004 si è svolto a New Orleans un convegno di tecnici e funzionari locali e federali. I relatori hanno ribadito l’urgenza di consolidare le chiuse: la rottura avrebbe provocato “centinaia di migliaia di senza tetto, una paralisi delle infrastrutture e un ambiente avvelenato dai prodotti chimici delle raffinerie allagate”.
I militari del genio, incaricati di un sopralluogo, inviarono alla Casa Bianca il preventivo: 105 milioni di dollari per salvare New Orleans. Bush fu irremovibile: non più di 40 milioni di dollari. Alla fine il Congresso approvò uno stanziamento di 42 milioni di dollari e il presidente andò in vacanza prima di firmarlo.
Mancavano i soldi? In quegli stessi giorni, Bush era andato tra i lavoratori dell’auto a Detroit per firmare in pompa magna uno stanziamento di 286 milioni di dollari per le infrastrutture e i trasporti privati. La bella sommetta di 231 milioni di dollari era destinata a un ponte verso un’isoletta deserta dell’Alaska. Spiegazione: l’isola è nel collegio elettorale del deputato repubblicano Don Young, presidente della commissione trasporti, mentre a New Orleans la maggioranza degli abitanti è nera e l’amministrazione è democratica. Il Washington Post ha riassunto la situazione con una vignetta. Bush, sul tetto della Casa Bianca circondata da acque minacciose, esclama: ”Non potevano aspettare che tornassi dalle vacanze per riparare le chiuse?”
.

Ma ora è chiaro ed evidente per tutti, cittadini statunitensi compresi, che Bush è un viscido personaggio, con sospetta estrema stupidità, che basa la sua politica sulla menzogna e sul tornaconto. Dal maggio 2004 all’avvento di Katrina ci sarebbe stato tutto il tempo per annullarne le previste, mortali potenzialità.
Nello stesso articolo si riporta una dichiarazione del sindaco di New Orleans rilasciata mentre stava per volare verso i luoghi del disastro. Eccola.

Vengono qui con un codazzo di giornalisti e telecamere. Non basta fare un giro sull’Air Force One e guardare la crisi dall’alto. Continuano a dirci che gli aiuti sono in arrivo. La mia risposta è che sono tutte balle. Scusate il linguaggio, ma sono proprio incazzato. Ci raccontano un mucchio di balle e intanto la gente muore.

BUSH ODIOSO RAZZISTA
Bush non ha avuto difficoltà alcuna circa il reperimento di fondi per il ponticello elettoralmente importante in territorio repubblicano, mentre si è fermamente opposto al finanziamento per il rinforzo delle chiuse della città nera (e povera) di New Orleans.
Ecco di seguito un intervento di Spike Lee intitolato “Contro gli afro-americani un atto criminale”, apparso su la Repubblica, domenica 4 settembre 2005.

Tutto quello che sta accadendo a New Orleans e l'atteggiamento del governo degli Stati Uniti e del presidente Bush sono una disgrazia nazionale, che tocca una delle zone più povere d'America, abitate in gran parte da afro-americani. Le immagini che arrivano dalla televisione e che vediamo sui giornali parlano da sole, le cifre dei morti e dei senza tetto sono mostruose.
E' considerato il paese più ricco del mondo, pretende di essere il più civile e il più civilizzato: ma l'America è anche il paese dominato da una classe dirigente totalmente priva di integrità morale.
Chiunque dica che non c'entra la maggioranza di popolazione afro-americana, dice una sciocchezza. La razza è l'elemento determinante dell'indifferenza colpevole nei confronti dei più poveri e dei più deboli e dello stato di abbandono in cui New Orleans è stata lasciata. Non trovo altre parole per definire il comportamento dell'amministrazione Bush e del governo americano se non che si tratta di un atto criminale
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Dall'inviato Leonard Coen arriva un altro articolo, sullo stesso numero di la Repubblica, circa l'intervento del famoso rapper nero Kanye West in occasione di un concerto trasmesso venerdì 2 settembre dalla NBC per raccogliere fondi per la tragedia. Eccone un estratto.

[...] "George Bush doesn't care about black people", Bush non tiene affatto al popolo nero, se ne frega. La platea sussulta. Le telecamere pure. Il carismatico Kanye, idolo dei giovani, sta dicendo quello che il tredici per cento della popolazione Usa pensa da cinque giorni: che gli aiuti e i soccorsi del governo sono stati lenti, inefficienti, sospettosamente inefficienti. Il tredici per cento della popolazione Usa è di pelle scura. Comunità afro-americana. "Detesto il modo col quale i mass media ci descrivono. Voi vedete una famiglia nera. La didascalia tv spiega che si tratta di saccheggiatori. Stessa scena. Solo che stavolta vedete una famiglia di bianchi. La didascalia spiega che cercano cibo", continua Kanye, "i poveri e i neri, sono aiutati sempre il più lentamente possibile". Che doveva fare quella gente? Morire di fame? Di sete? Aveva bisogno di cibo, acqua, medicine, di tutto quello che gli serve ogni giorno, ecco perchè assaltavano i negozi. Per sopravvivere, visto che nessuno li andava a soccorrere. [...]

Ma il salvatore del mondo, George Walker Bush, ha reagito con forza a tutto ciò. Dopo aver negato i finanziamenti per la manutenzione alle chiuse, vitali per quella città ma utili solo ai neri nordamericani, non certo suoi elettori, ecco cosa ha fatto.

Agli abitanti di New Orleans rivolge le stesse assicurazioni che ripete da tre anni quando parla dell’Iraq: “Facciamo progressi, prenderemo il controllo della situazione, aiuteremo tutti coloro che ne hanno bisogno. Abbiamo forze sufficienti per combattere il terrorismo all’estero e nello stesso tempo stabilizzare la situazione dopo l’uragano. Se non tutto va bene, faremo in modo che vada bene”.
Ieri [2 settembre 2005] ha visitato le zone alluvionate. Ha incontrato le squadre di soccorso a Mobile nell’Alabama, ha fatto un giro nel porto distrutto di Biloxi nel Mississipi, ha sorvolato per la seconda volta New Orleans allagata e ha fatto un discorso all’aeroporto. Ha mandato la first lady Laura nell’ospedale di Lafayette in Louisiana. Voleva vedere e soprattutto farsi vedere.

I neri di New Orleans hanno pagato, pagano e pagheranno il fatto di non essere tra gli amici di Bush, che piuttosto di spendere dei soldi per loro, preferisce vederli annientati, preferiti ad un ponte su un’isoletta deserta, ma ben più importante elettoralmente parlando.
Il malvagio Bush non è colpevole dell’arrivo di un uragano, anche se ha ignorato il preavviso di tre giorni che avrebbe forse potuto essere sfruttato per evacuare la città. È colpevole di qualcosa di molto più grave perchè prevedibile, anzi completamente previsto.
Negando i necessari finanziamenti per la manutenzione delle chiuse di New Orleans, ha condannato a morte migliaia di afro-americani, casualmente suoi oppositori elettorali. E tutto per supportare i suoi amici di partito e per finanziare la sua maledetta guerra irachena, ignorando ambiente e relative necessità.
Bush ancora non capisce che l’effetto serra, quello che genera mostri tipo l’uragano Katrina, è di fatto innescato dalle folli politiche mondiali, che preferiscono di gran lunga i proventi del petrolio ad una drastica riduzione delle emissioni nell’atmosfera di anidride carbonica, ormai così drammaticamente urgente e decisiva. Bush il trattaticida. Bush il razzista. Bush lo stupido. Bush il criminale.


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